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Salma del mulattiere di Castellafiume sequestrata e poi riconsegnata, parenti in protesta

Castellafiume. E’ stata posta sotto sequestro prima del funerale, i familiari sono stati allontanati dalla camera ardente e poi è stata rilasciata. Si tratta della salma di Virgilio Bussi, il mulattiere 72enne di Castellafiume rimasto ferito una settimana fa dopo una caduta in montagna. L’episodio è avvenuto all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Secondo i familiari, ci sarebbe stata la mancata comunicazione alla procura della Repubblica dell’avvenuto decesso. Sulla vicenda sarà presentata una denuncia. Alla fine, dopo le richieste di spiegazioni dei parenti della vittima, i funerali si sono tenuti alle 15 di ieri. La storia del mulattiere, e quella del fedele mulo che era riuscito a salvargli la vita tornando a valle a solo dopo l’incidente e facendo scattare l’allarme, avevano colpito e commosso la Marsica. Dopo una settimana di ricovero l’anziano, molto conosciuto e stimato in paese, non ce l’ha fatta a causa di un arresto cardiocircolatorio. Nell’incidente aveva riportato una lesione alla colonna ed era rimasto con le gambe paralizzate. ospedale San SalvatoreEra stato anche sottoposto a un intervento chirurgico e l’operazione era riuscita. Alla fine, però, i traumi riportati e anche l’età avanzata hanno pesato sulle sue condizioni, portandolo alla morte. Il decesso è avvenuto sabato mattina alle 10 dopo il ricovero di una settimana al reparto di neurochirurgia, dove era stato trasportato perché ad Avezzano l’unità operativa non è funzionante. La camera ardente era stata allestita fino a domenica sera ma lunedì mattina c’è stato il colpo di scena. “Ci hanno impedito di vedere la salma”, ha raccontato al Centro Stefania Mariani, la cognata del defunto, “e quando abbiamo chiesto spiegazioni nessuno conosceva il motivo. Alla fine ci è stato detto che la salma era stata posta sotto sequestro e che alla base delle motivazioni c’era la mancata comunicazione del decesso alla autorità giudiziarie. Abbiamo protestato fino a poco prima del funerale e alla fine siamo riusciti a farci riconsegnare il corpo per trasportarlo in paese dove si sono tenuti i funerali. E’ stata una vera odissea”, spiega la donna, “e ancora non abbiamo certezze sulle responsabilità dell’accaduto”.