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Saldi fasulli, scoperti sei negozi di Avezzano e Celano: multe fino a 4mila euro

Avezzano. La Polizia Locale della Marsica ha eseguito un approfondito monitoraggio della rete distributiva commerciale in sede fissa di Avezzano e Celano, finalizzato al contrasto di illeciti in materia di saldi di fine stagione, pratiche commerciali scorrette e manovre speculative sui prezzi.

L’attività di Polizia Amministrativa, originata dall’analisi di alcuni fenomeni cresciuti in misura eccessiva negli ultimi tempi, soprattutto in concomitanza dei saldi di fine stagione, si è concentrata sulla posizione di gran parte degli esercizi di vendita, sia di vicinato sia della media e grande distribuzione presenti nei due territori comunali.

Prima dell’inizio dei saldi di fine stagione, agenti in borghese della Polizia Locale della Marsica hanno immortalato fotograficamente decine e decine di vetrine per rilevare i prezzi normali di vendita, per metterli poi a confronto con quelli effettivamente portati allo sconto e rilevare eventuali rialzi fraudolenti a danno dei consumatori.

La mancata esposizione dei cartellini ha subito originato l’applicazione delle sanzioni previste, trattandosi di una violazione dei diritti dei cittadini ad avere immediata conoscenza dei prezzi praticati, senza essere costretti a entrare e a chiedere direttamente al commerciante.

In tutto, tra mancata esposizione dei prezzi e pratiche commerciali scorrette, sono sei gli esercizi commerciali verbalizzati, con sanzioni che vanno dai mille ai quattromila euro, variabili in ragione dei metri quadrati di superficie di vendita (più grande è il negozio e più alta è la sanzione).

Il Comando della Polizia Locale tiene a precisare che le ristrettezze economiche cui i periodi di lockdown hanno tutti costretto, rete commerciale in primis, non autorizza in ogni caso nessuno ad approfittarsi della buona fede dei cittadini e ad attuare pratiche di vendita scorrette e manovre speculative sui prezzi in violazione delle leggi di settore.

Il rispetto delle norme che regolano i buoni rapporti tra consumatori e commercianti, peraltro semplicissime e tutte di buon senso, è principio posto alla base della corretta e civile convivenza, e nessuno può pensare di trovare nel Covid una valida giustificazione alle proprie attività illecite.