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Ricordami la colpa, recensione dell’ultimo romanzo di Roberta Di Pascasio

Avezzano. Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di leggere l’ultimo romanzo di Roberta Di Pascasio, scrittrice e responsabile dell’agenzia letteraria “Ponte di Carta”, che mi è piaciuto a tal punto da provare l’irrefrenabile istinto di mettere nero su bianco le emozioni, forti e contrastanti, che il romanzo mi ha suscitato.

Roberta Di Pascasio, con questo suo quarto volume, riesce a far immedesimare il lettore in scene di vita così vive e reali, che quasi ci si dimentica di essere immersi nella lettura di un romanzo. L’autrice, attraverso dialoghi molto toccanti, ci fa vivere emozionanti spaccati di vita familiare, facendo sorgere nel lettore timori, dubbi e vergogne, con cui ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha dovuto fare i conti tra le mura domestiche. La Di Pascasio, fregandosene di metterci in imbarazzo o in soggezione, ci sbatte davanti situazioni familiari traballanti ed estreme, che ci costringono a fare i conti con i nostri timori, con la vergogna o, per l’appunto, con la colpa, tirandole fuori da sotto quel tappeto, dove tutte le famiglie, anche quelle apparentemente “per bene”, di solito preferiscono nasconderle.

Con la raffinatezza letteraria che caratterizza l’autrice il suo ultimo romanzo ci spinge verso un’analisi introspettiva, che ci inchioda spalle al muro e ci fa analizzare se c’è qualcosa, in noi stessi o nella nostra vita, che poteva (o può ancora) essere fatta meglio, ci fa riflettere se stiamo o meno seguendo la voce del nostro cuore, ma soprattutto riesce a farci analizzare la nostra vita sotto altri punti di vista, che di solito, proprio per non sentirci in colpa, mettiamo inconsciamente a tacere.

Un romanzo profondo ma piacevole, con una storia originale, coinvolgente e toccante, che rimane a lungo nel cuore del lettore.

“- Ho sempre pensato che fosse lui quello forte, così ironico, testardo … Io mi appoggiavo a lui e lui invece?
– A volte i più forti sono i più fragili. Come i clown che fanno ridere ma dentro hanno una tristezza immensa”

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