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Resta impantanato nel Fucino col furgone rubato, avezzanese arrestato dai carabinieri

Avezzano. Era appena rimasto “impantanato” a margine di via Perugino, strada della zona industriale di Avezzano, a bordo di un furgone che, solo qualche ora prima, era stato rubato in Avezzano: sorpreso da un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Avezzano e arrestato per “ricettazione” in flagranza. Si tratta di Alfonso De Liquori, di 43 anni, abitante in Avezzano, attualmente sottoposto, nell’ambito di altro procedimento penale a suo carico, a “obbligo di dimora nel comune di residenza”. Il tutto si è svolto nella tarda serata di venerdì 16 dicembre 2011. Nell’ambito di un mirato servizio volto al contrasto dei reati predatori, con specifico riferimento ai furti in abitazione e in esercizi commerciali, predisposto dalla Compagnia di Avezzano e con l’impiego di circa una ventina di militari appartenenti oltre che al N.O.R. a tutte le Stazioni dipendenti, un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile si imbatteva, nell’area del Fucino, nella zona rurale ricadente nel comune di Avezzano, in un furgone di quelli tipicamente utilizzati per la distribuzione agli esercizi commerciali di sostanze alimentari di una nota marca. Lo stesso era appena rimasto “impantanato” a margine della strada. Il conducente alla vista dei militari, repentinamente, scendeva dal mezzo e tentava di allontanarsi. Ovviamente tali “movimenti” non sfuggivano agli esperti militari operanti che, immediatamente lo bloccavano e lo riconoscevano per la persona sopra citata, nota anche per essere stato tratto in arresto, sempre dai Carabinieri di Avezzano lo scorso mese di agosto. Un rapido accertamento consentiva di verificare che il furgone in questione era stato rubato solo poche ore prima mentre era momentaneamente parcheggiato in Piazza Torlonia di Avezzano. Per tali motivi il De Liquori veniva tratto in arresto e associato presso la Casa Circondariale di Avezzano a disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Avezzano, Guido Cocco, titolare del relativo procedimento penale. L’uomo, fra l’altro, veniva deferito per “inosservanza di provvedimenti” per non aver rispettato le prescrizioni a cui era sottoposto in virtù dell’”obbligo di dimora nel comune di residenza” che , fra l’altro, imponeva la permanenza nella propria abitazione dalle ore 20 di sera alle ore 7 del mattino di tutti i giorni.