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Respinto perché omosessuale. Caso di discriminazione in teatro per un personaggio “moralmente inadeguato”

Avezzano. “Moralmente inadeguato”. Così è stato etichettato Annibale Lacavalla, personaggio della commedia teatrale “Effetti Collaterali”, la cui professione è quella di esibirsi in giro per locali sotto il nome d’arte “Miss Scarlett”, una drag queen. E’ un personaggio simpatico, parodistico, volutamente provocatorio che, però, non ha riscosso successo tra coloro i quali avrebbero dovuto scegliere se accettare o meno la proposta artistica di Alessandro Martorelli, attore e regista marsicano. Dopo aver letto la sceneggiatura, infatti, il personaggio di Annibale non è piaciuto. La sua colpa? Quella di essere omosessuale e, pertanto, “moralmente inadeguato” a calcare un palcoscenico. A questo punto, occorre fare un passo indietro. La commedia scritta da Martorelli, regolarmente depositata in Siae, è consultabile anche su siti specializzati in attività teatrale dai quali le compagnie possono selezionare le opere che desiderano portare in scena. “Effetti Collaterali” è stata scelta dalla Compagnia Teatrale Coincidenze di Alba (CN) che, quindi, ha deciso di rappresentarla in vari centri culturali del Piemonte. Ovunque sia stata esibita ha riscosso l’approvazione del pubblico, ma quando tutto sembrava filare per il verso giusto, ecco che un giudizio superficiale, ottuso e retrograda, pone il veto a una sua trasposizione in una sala teatrale.

A questo punto, per maggiore precisione e informazione verso i nostri lettori, riportiamo la trama della commedia:

“Arturo è un impacciato attore trentenne che sta cercando la sua occasione. Vive le sue giornate tra provini  senza riscontro e piccole parti come figurante che gli fanno guadagnare il minimo indispensabile per pagare il subaffitto a Annibale, in arte Miss Scarlett, suo amico nonché drag queen nota nel circuito dei locali più alla moda della città. All’ennesimo “le faremo sapere” , Arturo è più depresso che mai. Sarà Annibale a cercare di tirarlo su con un integratore di sua produzione. Integratore che però risulta provocare a Arturo dei particolari effetti collaterali che lo trasformano in un uomo con una nuova personalità (mentre quella vecchia resta letteralmente imprigionata nello specchio). Il nuovo Arturo è un uomo affascinante, sicuro di sé e carismatico, in grado di invitare a uscire Giada, la vicina di casa di cui è segretamente innamorato. Anche nel lavoro le cose sembrano volgere al meglio. Ma tutto questo successo dura solo lo spazio in cui l’integratore di Annibale resta in circolo nel suo corpo. Ben presto né resta assuefatto e schiavo di esso. Inizia così una lotta tra le due anime di Arturo, che di volta in volta si alternano nella prigione dello specchio, fino a quando una delle due riuscirà a liberarsi.”

Vediamo, dunque, come Annibale sia un personaggio positivo, mai volgare e abbastanza sobrio. Non la solita e sfruttata macchietta. “Effetti Collaterali” parla di come l’ambizione umana possa cambiare le persone che, per ottenere i propri obiettivi, sono disposti a sacrificare tutto: amore, amicizia, affetti e, soprattutto, la propria onestà intellettuale che li porta a vendere il proprio “Io” per entrare nei panni di un altro “Io” che, però, non li rappresenta in modo veritiero.  “Appena sono venuto a conoscenza di questa notizia, la prima cosa che ho fatto è stata quella di controllare il calendario per accertarmi che fossimo realmente nel 2017 e non nel 1217 – afferma Martorelli. Poi ho controllato che tutto ciò stesse avvenendo in Italia e non in qualche luogo sperduto del pianeta dove persistono pregiudizi del genere.  Avuto conferma che siamo ancora in Italia, e che viviamo nel 2017, la mia prima reazione è stata quella di voler montare in macchina, cercare i responsabili di tale ignominia ed esporli alla gogna come era costume nell’epoca in cui loro ancora pensano di vivere – prosegue. Alla fine, però, ha prevalso l’educazione e mi sono limitato a esporre loro il mio disappunto e la mia preoccupazione per una valutazione scellerate e fortemente discriminatoria”.

Con la violenza e la maleducazione non si risolve nulla, su questo siamo d’accordo. Insulti, ingiurie e sbeffeggiamenti non portano mai a un dialogo sano, costruttivo e pedagogico e, anche di questo, ne siamo certi. Ma, in alcune circostanze, è bene definire la realtà per quella che è. Una compagnia teatrale che etichetta come “moralmente inadeguato” il personaggio di un’opera, non solo non rende onore a un’arte tra le più antiche e nobili, dimostrando una sconcertante mancanza di serietà e professionalità, ma crea un precedente pericoloso che non può essere ignorato e che, quindi, va condannato con fermezza e decisione. In attesa di avere una risposta da parte dei diretti interessati (di cui non faremo il nome per non esporli a una gogna mediatica, dato che non è ciò che ci interessa) che, specifichiamo, in queste settimane ancora non ci è giunta, ci “limitiamo” a portare avanti i nostri valori fatti di libertà, rispetto e tollerenza, aggiungendo, infine, che la discriminazione  – di qualunque natura e tipo – non è una virtù, bensì è pura ignoranza. @federicofalcone