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Regionali, Dominici: per esprimere il potenziale del nostro territorio è fondamentale ascoltare i cittadini. Ripartire da qui

Avezzano. Manca sempre meno al 10 febbraio, giornata nella quale l’Abruzzo eleggerà il suo nuovo governatore. Tra i candidati in supporto a Giovanni Legnini c’è Maria Antonietta Dominici che, intervistata in esclusiva dal nostro giornale, ci ha dato maggiori informazioni circa le sue idee per rilanciare l’Abruzzo.

Quali sono i motivi che l’hanno spinta a scendere in campa per questa tornata elettorale?

La mia candidatura è nata dalla voglia e dalla necessità di cambiamento. Grazie alla mia esperienza da consigliere comunale ho avuto l’opportunità di incontrare tantissime persone e confrontarmi con loro sulle diverse problematiche nelle quali viviamo e sin da subito mi sono accorta non solo di ritrovarmi nella maggior parte dei discorsi affrontati, ma che questo bisogno di cambiamento era sentito anche dai miei concittadini. In un periodo di crisi come quello in cui viviamo, dobbiamo prima di tutto ascoltare le richieste dei cittadini se vogliamo che il nostro territorio possa esprimere le sue potenzialità al 100%. La mia candidatura inoltre è stata condivisa con gli altri amici e colleghi consiglieri comunali Aratari e Pierleoni: insieme lavoriamo molto bene e sicuramente con il loro supporto e con gioco di squadra riusciremo a raggiungere numerosi traguardi.

Cosa pensa di poter dare al territorio?

Le cose che mi sento di poter dare al mio territorio sono la disponibilità e la concretezza. Un consigliere regionale ha il ruolo di portare all’attenzione delle istituzioni regionali la voce del singolo cittadino. Oggi i nostri rappresentanti è come se vivessero in un mondo separato da quello in cui vivono migliaia di concittadini abruzzesi, sembra quasi impossibile riuscire ad entrare in contatto con loro, e più di va avanti e più il distacco che si è creato tra le due parti sembra essere cresciuto. Io sono una persona che ascolta e che mette tutto se stessa in quello che fa, voglio interessarmi soprattutto al singolo e sono sicura che per questo riuscirò a rispondere alle esigenze del territorio. Queste solo le mie principali caratteristiche, caratteristiche che ho ritrovato in Giovanni Legnini.

Quali sono le criticità che le stanno maggiormente a cuore?

I temi a me più cari sono la salute, il lavoro e le pari opportunità. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad l’attenzione per la natura così da diventare esso stesso il principale investimento. Il ruolo della regione è soprattutto mettere a sistema ed implementare le attività turistiche già esistenti. In più, altri rilanci devono essere quelli del nucleo industriale e dell’interporto di Avezzano, ma anche i tanti commercianti e artigiani che rappresentano e formano il tessuto protettivo del nostro territorio. Con i colleghi Pieroleoni e Aratari abbiamo preso l’impegno di monitorare la questione, a noi sensibile, del mercato cittadino di Avezzano. La nostra scelta di appoggiare il trasferimento è stata dettata dalla possibilità di sperimentazione migliorativa delle condizioni delle tante aziende del mercato, senza alcun pregiudizio. Le informazioni che ci arrivano non sono incoraggianti, e se confermate, intraprenderemo tutte le azioni possibili per riportare il mercato in centro, nell’interesse esclusivo delle aziende e dei cittadini. Infine le pari opportunità, tema a me molto caro, non solo per la figura di presidente della pari opportunità che ricopro, ma soprattutto per il grande significato che esse rappresentano. Pari opportunità, vuol dire dare a tutti i cittadini le medesime possibilità in rispetto delle diversità e credo che al giorno d’oggi sia un principio importante da ricordare. Pari opportunità è quel valore che ha spinto Lilli Mandara e Teresa Nannarone a srotolare uno striscione con su scritto “Empio è colui che non accoglie lo straniero” ed è stato avvilente leggere i commenti che sono stati fatti su Facebook, ma mi riserverò di dire la mia in merito a questo episodio in un altro momento. Dal punto di vista regionale per me significa dare ad ogni singola parte di questa regione quello di cui ha bisogno. L’Abruzzo è una regione molto eterogenea, è giusto valorizzare ogni sua parte cercando di sfruttarle al meglio senza lasciarne nessuna indietro. E questo non vuol dire dare a tutti le stesse identiche cose, ma la possibilità di soddisfare le richieste che hanno. Richieste che saranno diverse a seconda della zona, ma sicuramente tutte sullo stesso scalino delle priorità.

Come affrontarle e risolverle?

Credo che partendo da un’ottica di collaborazione si possano ottenere i migliori risultati. Come ho già detto, l’incontro con il cittadino è fondamentale, ma non solo dal punto di vista conoscitivo delle problematiche, ma anche e soprattutto da quello risolutivo. Con l’aiuto delle tante figure professionali, imprenditoriali e cittadini comuni che mi stanno accompagnando in questo percorso sicuramente riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Di una cosa sono sicura: si parte e si cammina insieme. Con il gioco di squadra, rimboccandoci le maniche, tutti uniti, ce la possiamo fare.

Su cosa devono investire la Marsica e l’Abruzzo per rilanciarsi?

Credo che il modo migliore per rilanciare l’Abruzzo e la Marsica sia investire sui giovani. Siamo adesso in un periodo storico di massimo sviluppo della tecnologia, e i giovani di oggi sono nati e cresciuti in questo mondo sempre più pieno di innovazioni. Credo sia necessario fare affidamento sulle loro conoscenze, capacità e idee. Dovremmo innanzitutto limitare le cosiddette “fughe di cervelli” rendendo il nostro territorio più appetibile per loro. E per fare questo si potrebbero potenziare le università e creare delle partnership con i giovani imprenditori, stimolando finanziamenti che li inducano ad investire sul territorio. Credo necessariamente che i giovani debbano avere la certezza che la loro casa possa offrire loro le stesse cose, se non di più, di qualunque altra nazione o continente

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