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Psicotime #57: sovrappeso mentale. Quando pensare troppo fa male

Avezzano. Cinquantasettesimo appuntamento con Psicotime, la rubrica in collaborazione con la psicologa Giulia D’Ascanio. Vi è mai capitato di avere l’impressione che il vostro corpo sia sempre stanco, rigido o dolente? Forse avete problemi di sovrappeso.

Non stiamo parlando di un aumento del peso corporeo, ma di sovrappeso mentale. Un eccesso di pensieri negativi, limitanti e improduttivi. Durante la giornata, ognuno di noi immagina, comprende, riflette, crea, calcola, prende decisioni; in altre parole, passiamo la vita a pensare. Tuttavia, non tutti i pensieri sono utili o validi; a volte pensiamo troppo e inutilmente e ci ritroviamo con un eccesso di pensieri inutilizzabili. Se elaboriamo idee che non portano a nulla, alla fine la nostra mente si stanca. Si sente appesantita, si blocca e rinuncia ad attivare altri processi più funzionali.

Pensare fa parte della natura umana. Di fatto, è uno dei processi che ci distinguono dal resto degli esseri viventi. Il nostro pensiero, però, contrariamente a quello che potremmo pensare, non è sempre cosciente, anzi. Immaginiamo un iceberg: la punta dell’iceberg o ciò che emerge dalla superficie del mare è il pensiero cosciente. La parte sommersa, invece, costituisce il pensiero incosciente.

I pensieri spazzatura ricorrenti ci stancano, perché non apportano alcun beneficio. Sono ragionamenti vuoti e addirittura tossici e vengono elaborati nella nostra mente cosciente. In altre parole, il sovrappeso mentale non è il risultato di processi mentali repressi, impulsi o desideri, ma è frutto di un’elaborazione intenzionale. Sono pensieri superflui e inutili, quindi invece di aiutarci ad approfondire la conoscenza di noi stessi o di apportarci altri vantaggi cognitivi, ci rubano le energie e rallentano il processo di elaborazione cosciente.

Ci impediscono di essere creativi, comprensivi o di imparare nuove abilità. Ci bloccano e paralizzano le nostre qualità. Per questo motivo, in caso di sovrappeso mentale, i nostri pensieri agiscono come il cibo spazzatura, generando conseguenze fisiche simili a quelle dell’obesità, tra cui stanchezza fisica, difficoltà a camminare o a realizzare sforzi fisici, problemi di respirazione, aumento della sudorazione, dolore generalizzato alle articolazioni o anche alterazioni cutanee come l’acne.

Cause del sovrappeso mentale

Esistono diversi tipi di pensieri tossici, ma alcuni dei più ricorrenti sono:

  • La critica: quando rimproveriamo, giudichiamo o condanniamo qualcuno, in realtà stiamo criticando noi stessi. Svalutiamo la nostra autostima e proiettiamo nell’altro tutte le nostre impotenze.

 

  • La compassione: il vittimismo è uno degli ostacoli della mente che ci impedisce di andare avanti. Il cambiamento impone di uscire dal tunnel di questa compassione verso se stessi e di non ristagnare in pensieri negativi, frustranti o impotenti.

 

  • Le supposizioni: l’unico scopo delle supposizioni è quello di logorarci. Le congetture, le previsioni o le ipotesi non fanno altro che creare danni e sovrappeso mentale in maniera quasi automatica. Come pretendiamo di capire cosa pensa qualcuno di noi se spesso non lo sappiamo nemmeno noi?

 

  • Le ipotesi e i ripensamenti: “se avessi fatto questo, ora…”, “forse sarei dovuto andare…”. Se in quel momento non abbiamo fatto qualcosa, non ha senso tormentarsi. Sono solo pensieri autodistruttivi.

Come snellire la mente?

Per evitare la tossicità mentale e le sue conseguenze, non dobbiamo permettere ai pensieri di dominarci. In altre parole, bisogna imparare a controllarli. Possiamo mettere in pratica i seguenti consigli:

  • Far riposare la mente: la meditazione è un fantastico esercizio per attirare solo le idee positive. Altre pratiche artistiche come la pittura aiutano a scaricare la tensione e a sostituire i pensieri spazzatura con altri pensieri più produttivi. La lettura, il cinema, i seminari sono ottimi modi per far riposare la mente. Anche dedicarsi alle proprie passioni è un ottimo modo per staccare il cervello da pensieri intrusivi e logoranti.

 

  • Eliminare le tossine sociali: identifichiamo i rapporti sociali che ci danneggiano. Ad esempio, se ci circondiamo di persone troppo pettegole e dalla critica facile, alla fine ci comportiamo allo stesso modo. Dobbiamo cercare un ambiente più sereno, che trasmetta forza, energia e positività.

 

  • Far tacere i pensieri: mettiamo uno stop a questi pensieri tossici ricorrenti. Per quanto possa sembrare assurdo, dobbiamo prima concentrarci intensamente su queste idee negative e dopo qualche minuto eliminarle radicalmente e in maniera brusca. Svuotiamo la mente.

Se curiamo la qualità dei nostri pensieri, ci prendiamo cura anche della qualità della nostra vita. Non dimentichiamolo.

Giulia D’Ascanio, psicologa clinica