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Psicotime #56: Cosa vuol dire essere empatici? Alcune caratteristiche

Avezzano. Cinquantaseiesimo appuntamento con Psicotime, la rubrica in collaborazione con la psicologa Giulia D’Ascanio. L’empatia è definita come la capacità intuitiva di mettersi nei panni degli altri, di percepire e capire ciò che sentono. È un tratto della personalità caratterizzato dalla capacità di provare un’emozione appropriata in risposta a quella espressa dagli altri, di distinguere tra sé e gli altri mentre si regolano le proprie risposte emotive.

L’empatico è quindi in grado di essere consapevole della fonte dell’emozione e di decodificare l’emozione altrui; è molto sensibile alle emozioni delle persone che ha vicino e alla loro energia. Questa sensibilità si verifica sia verso coloro che sono vicini all’empatico tutti i giorni, sia verso i perfetti estranei. Gli empatici percepiscono il mondo che li circonda e percepiscono ciò che gli altri sperimentano, grazie ai loro sensi altamente sviluppati e la loro intuizione.

Capiscono come si sentono le persone e sono in grado di capire cosa stanno passando. Cosa differenzia quindi una persona empatica da una persona che può entrare in empatia? L’empatico ha un livello di empatia più elevato rispetto alla media. Gli empatici non provano semplice empatia, parliamo di qualcosa di più: non hanno bisogno dei sensi fisici (vista, udito, olfatto, ecc.) per assorbire emozioni ed energie altrui, ma hanno la capacità di riconoscerle e interiorizzarle a prescindere.

L’empatico tenderà quindi ad assorbire le emozioni intorno a lui ovunque vada. Anche le emozioni spiacevoli possono invaderlo, come se fossero le sue.

Quali sono alcune caratteristiche delle persone empatiche?

  • Difficoltà a concentrarsi su cose che non stimolano la loro mente: sono sognatori che si annoiano o si distraggono facilmente. Quindi, in assenza di stimoli, le loro menti vagano fino al punto di staccarsi dalla realtà fisica, scivolando facilmente in uno stato di fantasticheria.
  • Vogliono trovare le risposte ai problemi: sono grandi pensatori a cui piace lavorare su argomenti diversi tra loro. Non appena si sentiranno preoccupati, cercheranno di trovare la soluzione a un problema. Perché? Per loro, significa ritrovare la tranquillità.
  • Emanano molto calore e molta compassione: questo attrae gli altri verso di loro; anche se le persone non li conoscono, lo sentiranno inconsciamente e si apriranno per raccontare i dettagli della loro vita privata. Le persone si aprono più facilmente con una persona empatica.
  • Ascoltano con attenzione: gli empatici sanno le cose senza che gli vengano dette, e più ascoltano più diventano forti. Se da un lato sono in grado di essere estroversi, allegri e scherzosi, possono anche sperimentare sbalzi d’umore, a seconda dei sentimenti e dei pensieri che li attraversano. Tendono a passare facilmente dalla felicità alla tristezza. Quando sono infelici non possono nasconderlo, anche se lo vogliono. Lo si può vedere sul loro viso.
  • Non amano le restrizioni: la libertà e il movimento di espressione sono molto importanti per una persona empatica. Regole troppo rigide, controllo o routine sono tutte cose che non possono sopportare. Sentono il bisogno di scoprire il significato della vita e di fare esperienze per acquisire conoscenze su nuovi argomenti.
  • Tendono a sentire ciò che è fuori di loro più di ciò che hanno dentro: catturano i sentimenti degli altri, spesso assorbono le emozioni come spugne. Sono anche molto bravi ad analizzare le relazioni tra le persone. Sono in grado di capire i sentimenti e le emozioni degli altri. L’empatico ha bisogno di esprimersi in modo onesto e franco con gli altri, questa è una forma di guarigione per lui. Cerca sempre la verità, infatti per la persona empatica è difficile sopportare l’ipocrisia e il non detto.
  • Sono sensibili alle immagini, alle notizie che vengono date in TV, ai film…: l’empatico si sente fortemente toccato dalla violenza, dal dramma, dalle scene scioccanti e a volte cercherà di trattenere le lacrime. Generalmente non è in grado di giustificare questa sofferenza che vede e sente.
  • Sono spesso stanche: gli empatici possono provare una stanchezza costante, perché spesso sono prosciugati delle loro energie a forza di sintonizzarsi e di provare anche le emozioni degli altri.
  • Hanno difficoltà a mentire: gli empatici hanno difficoltà a mentire perché sono molto espressivi, ma soprattutto perché hanno l’impressione che gli altri sentano che mentono. Si comportano come se tutti sentissero come loro. Inoltre, non possono mentire a se stessi o fingere di apprezzare qualcosa che non piace loro. In genere lavorano nei settori creativi (scrittura, danza, musica, ecc.) proprio per via della necessità di esprimere e nutrire la loro anima.
  • E in amore: in amore, l’empatico sente ciò che sente l’altro. Spesso non ha bisogno di chiedere cosa sente il partner. E, spesso, ha difficoltà a trovare il partner giusto. Ma perché? Perché, dal punto di vista affettivo, le persone empatiche sono molto esigenti: sanno perfettamente cosa vogliono (e cosa no). Tendenzialmente preferiscono le relazioni intime profonde, e sono molto attente ai valori nella relazione. Sono persone complesse, con un gran bisogno di contatto fisico ed emotivo. Tendono a somatizzare più di altri lo stress, proprio perché sono persone estremamente sensibili. E dal momento che assorbono emozioni ed energie altrui, a volte corrono il rischio di perdere di vista se stessi/e.

Giulia D’Ascanio, psicologa clinica