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Psicotime #39: A volte chiudere delle porte vuol dire volersi bene

psicotimeAvezzano. Trentanovesimo appuntamento con Psicotime, la rubrica in collaborazione con la psicologa Giulia D’Ascanio. Chiudere con il passato è spesso difficile, ma arriva un momento nella vita in cui bisogna farlo. Se non chiudiamo certe porte, continueremo a trascinare con noi il dolore e il risentimento; tutta questa sofferenza gratuita ci impedirà di andare avanti dato che siamo emotivamente bloccati.

La sofferenza è inevitabile quando si devono chiudere alcune porte, ma farlo è sinonimo di amor proprio. Molto spesso ci ostiniamo a rimanere, anche quando non ci conviene: questo vuol dire innescare un circolo vizioso che non ci permette di andare avanti e di ricostruire un futuro migliore per noi. Passare la vita coinvolta in una relazione di coppia che non funziona più, può solo precluderti la possibilità di trovare l’amore che meriti. E lo stesso accade in qualsiasi ambito della vita: se focalizzi la mente e i pensieri su un amico che ti ha deluso, ti togli la possibilità di apprezzare la compagnia di chi vorrebbe entrare nella tua vita. Se lasci che i tuoi genitori decidano al tuo posto, non potrai mai fare ciò che desideri davvero.

E così si passano mesi o anni ad essere infelici dentro! Hai mai analizzato i rischi di restare in una situazione che ti rende infelice?Se ti lasci influenzare da idee come “e se non trovo nessun altro?”, “e se mi pento?”, “e se tutto va male?”, non farai altro che aggrapparti a qualcosa che arreca dolore alla tua anima. A volte, bisogna trovare il coraggio di lasciare andare.

Cosa si può fare allora per lasciarsi alle spalle il passato, non permettendogli di condizionare il nostro futuro?

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  • Primo passo: poniamoci queste domande: le cose negative che sto evocando, hanno uno scopo? Possono aiutarmi a migliorare?  Se la risposta a queste domande è “NO”, allora ripetiamo a noi stessi: “Questa emozione non mi aiuta, perché sto focalizzando la mia mente in pensieri inutili e negativi, ora mi concentro su ciò che è veramente importante”. È un processo semplice ma per niente banale perché stiamo intrudendo e quindi proiettando la mente a configurare una nuova direzione. Ci stiamo proiettando ad essere più propositivi. E quando iniziamo a concentrarci sulle cose positive, iniziamo ad attirare situazioni positive, aumentando le visualizzazioni.
  • Secondo passo: il passo successivo è quello di creare un piano d’azione: “Il passato è il passato”. Dove stiamo andando adesso e come arrivarci? Spesso non si hanno le risposte, ma le opzioni aiuteranno la nostra mente ad andare in una nuova direzione, lasciandoci alle spalle le emozioni e le sensazioni indesiderate. La chiave è, quindi, quella di allenare la nostra mente a muoverci in una nuova direzione e inviare nuovi messaggi al nostro subconscio, spezzando lo schema dei pensieri distruttivi. Una volta fissati dei piccoli obiettivi, bisogna iniziare ad agire, anche se inizialmente tutto sembra vano.
  • Terzo passo: ti sembrerà strano ma il passo finale è quello più semplice. Vivi nel presente e godi di tutto ciò che ti sta accadendo, cogli la bellezza delle cose anche in situazioni che appaiono semplici, ovvie o banali: un complimento, una giornata di sole, una chiacchierata a telefono. Quello che devi sforzarti di pensare è che il momento presente è tutto ciò che hai e che avrai sempre. Se percorri ogni giorno lo stesso percorso per andare a scuola o lavoro, prova a viverlo da una prospettiva diversa, soffermati nei dettagli che non avresti mai notato prima se troppo impegnata a rimuginare. Certo, qualcuno potrà contestare ciò che scrivo soprattutto se sta vivendo un momento molto doloroso. Il punto è che per quanto siamo affranti da ciò che stiamo vivendo, siamo vivi e la vita non va sprecata! Per ogni cosa negativa che sentiamo, esiste sempre la sua controparte positiva; come non c’è limite al peggio, non c’è nemmeno limite al meglio.

Lasciamo andare. C’è sempre una soluzione. Siamo coraggiosi, scegliamo il nostro bene, viviamo.

Giulia D’Ascanio, psicologa clinica.

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