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Promettevano un lavoro ai giovani del posto in cambio di soldi vantando conoscenze, sotto processo padre e figlio

Avezzano. Promessa  di un posto di lavoro in una multinazionale in cambio di soldi necessari a corsi e disbrigo pratiche. Alla fine, però,  tutto si rivelava fumoso, tanto che qualcuno ha presentato una denuncia e fatto emergere una presunta truffa ai danni di numerosi giovani marsicani.

Sotto accusa sono finiti padre e figlio, entrambi ex finanzieri, che sono comparsi nel corso di un’udienza pubblica davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Maurizio Sacco per rispondere di diversi reati, tra cui quello di aver utilizzato marchi aziendali senza autorizzazione.

Il caso nasce nel  2016, in particolare al mese di agosto. Secondo l’accusa i due imputati,  E.G. e G.G., rispettivamente padre e figlio, entrambi di Ortucchio, avevano promesso il lavoro a numerose persone sia in paese e nella zona del Fucino, ma anche oltre i confini della piana. In particolare, sempre secondo la tesi della procura di Avezzano, il figlio sosteneva di lavorare per la Terna spa, società quotata in borsa tra principali operatori europei di reti per la trasmissione dell’energia elettrica. Il giovane contattava le persone promettendo, secondo quanto sostenuto dal pubblico ministero, un futuro posto di lavoro.

Dovevano pagare, in cambio dell’impiego,  delle somme di denaro variabili da persona a persona, per portare a termine pratiche o per l’iscrizione a corsi di formazione. Denaro che sarebbe stato restituito con la prima busta paga.  Somme di alcune centinaia di euro che però sommate nel tempo diventavano consistenti. Da parte sua, il padre,  sempre secondo le accuse, ancora da dimostrare nel processo ancora in corso, confermava tutto e reggeva il gioco al figlio, vantando anche delle conoscenze importanti all’interno dell’azienda.

La querela presentata alla caserma dei carabinieri di Ortucchio da uno dei giovani finiti in questo vortice ha fatto però scattare l’inchiesta. Successivamente è stata ascoltata dai militari dell’Arma una quindicina di persone, presunti truffati.  Così la procura di Avezzano ha avviato le indagini, chiesto e ottenuto il  rinviato a giudizio di due marsicani da parte del giudice. Anche Terna si è costituita parte civile sostenendo di essere stata diffamata dalla condotta dei due marsicani. Gli accusati hanno comunque già risarcito le parti offese. L’udienza è stata aggiornata al 26 marzo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Edoardo Orlandi e Antonio Carlini.

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