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Processo Stati, annullato capo d’imputazione di corruzione. Le carte tornano alla Procura

Avezzano. Una mezza vittoria per Stati e co. Il giudice ha annullato il capo d’imputazione di corruzione aggravata e ha rimesso la documentazione alla Procura di Avezzano per una riformulazione. L’udienza  davanti al Gup per i presunti episodi di corruzione post-terremoto nonaccontentano in pieno per Ezio Stati, accusatto insieme alla figlia Daniela, ex assessore e attuale consigliere del Fli, al genero Marco Buzzelli, all’imprenditore Vincenzo Angeloni, e al manager Sabatino Stornelli   di corruzione in concorso. Questa mattina si è tenuta davanti al Giudice per l’udienza preliminare di Avezzano Andrea Taviano che ha annullato il capo d’imputazione. Stati da mesi chiede un’accelerazione del processo, dichiarandosi innocente.
Secondo l’accusa, avrebbero ottenuto «un indebito compenso per l’attività illecita perseguita». Per questo è stato richiesto il rinvio a giudizio. La Stati, sempre secondo la tesi accusatoria, avrebbe agito in qualità di assessore regionale all’Ambiente grazie alla partecipazione del padre Ezio e dell’allora convivente, oggi marito, Buzzelli. Gli altri avrebbero agito come referenti delle società “Valle del Giovenco” e “Auxilium Tech” Ageloni, e come amministratore delegato di “Selex SeMa spa” e presidente della “Valle del Giovenco” Stornelli. La vicenda interessa anche i lavori affidati ad Abruzzo Engineering nelle fasi della ricostruzione dopo il 6 aprile 2009.
Da tre anni Ezio Stati chiede che il processo, prima avviato all’Aquila e poi trasferito ad Avezzano, si svolga non più breve tempo possibile. La decisione di oggi però, pur segnando una parziale  vittoria da parte degli accusati, provoca evidentementeun rallentamento dell’iter processuale.  L’ex democristiano chiedeva invece che “veniss  fatta luce il prima possibile sulla vicenda e sui fatti”, rivendicando da tempo la sua “innocenza”. La Selex Service Management, si è costituita parte civile. La difesa è composta dagli avvocati Roberto Verdecchia, Alfredo Iacone (Stati e Buzzelli), Antonio Milo e Vincenzo Scordamaglia (Angeloni e Stornelli).