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Precari Asl in Consiglio, sotto accusa parlamentari ed esponenti regionali

Avezzano. Sotto accusa i parlamentari marsicani e i consiglieri regionali del territorio per quanto riguarda  la vicenda degli oltre trecento precari Asl a rischio licenziamento. Nel corso del consiglio comunale straordinario di ieri mattina, è stato approvato un  documento che parla di «un gravissimo e inaccettabile depotenziamento della struttura sanitaria avezzanese». «Se non si troveranno soluzioni per ovviare ai limiti imposti dalla legge Brunetta», si  legge ancora nel documento, «sarà invitabile che la dirigenza aziendale e l’intera classe politica rispondano ai cittadini della Marsica e dell’intera Provincia delle conseguenze di un tale disastro che inevitabilmente risulterà avere anche effetti economici negativi». Uno scenario che parla di tagli in  tutti i reparti, tanto da far prefigurare la chiusura dello stesso ospedale. La richiesta del consiglio comunale prevede il coinvolgimento dei consiglieri regionali marsicani di tutti i colori politici, dei parlamentari, degli esponenti provinciali e dei sindaci, affinché tutti insieme facciano pressione sul sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, su Gianni Chiodi e su Filippo Piccone per ottenere dal Governo un provvedimento di deroga alla legge Brunetta e quindi al licenziamento dei precari. Qualora tale richiesta non dovesse essere accolta,  si chiede che la Regione proroghi con una propria legge l’attuale contratto dei precari avviando nel frattempo le procedure per i concorsi. Sulla vicenda, la Cgil esprime «forte preoccupazione per il futuro occupazionale dei 329 precari della Asl» e sottolinea che «la radice del problema è una legge nazionale approvata già da qualche mese» e che «il dato attuale era ampiamente prevedibile, tenuto conto che nulla è stato fatto in termini di programmazione». Il segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil, Dario Angelucci, chiede che venga «adottato immediatamente l’atto aziendale, una proroga dei contratti fino al 31 dicembre e l’adozione di un percorso che porti alla stabilizzazione definitiva dei precari, anche attraverso una legge regionale». Critico sulla situazione il sindaco Antonio Floris che ha ribadito la volontà di dimettersi se non ci saranno risposte in breve tempo sulla vicenda dei precari.