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Piccone vs Di Pangrazio: accuse di incompatibilità al sindaco di Avezzano, le prime reazioni

Avezzano. Le accuse del coordinatore regionale del Pdl, onorevole Filippo Piccone, sindaco di Celano, nei confronti del primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, definito incompatibile nel suo doppio ruolo di dirigente della provincia e sindaco del capoluogo marsicano, hanno sollevato una serie di reazioni a catena. La denuncia al Prefetto dell’Aquila Francesco Alecci inviata da Piccone parla di una presunta incompatibilità perché di Pangrazio sarebbe in sostanza sia controllore che controllato, e ciò “potrebbe configurare”, secondo Piccone, “una sovrapposizione tra l’utilizzo della carica di dirigente di un ente sovraordinato per fini che agevolano l’ente comunale e la sua stessa persona”. municipio comune avezzanoPer Di Pangrazio quello incompatibile è proprio Piccone che si “aggrappa a una legge la cui applicazione è in discussione sui tavoli nazionali competenti, illudendosi di cancellare il voto popolare che ha bocciato senza appello la sua politica ad Avezzano, L’Aquila, Sulmona, Scanno e prossimamente a Celano e alla Regione Abruzzo e quindi Piccone se ne faccia una ragione perché è lui l’unico vero incompatibile, a norma di legge, nella doppia veste di sindaco di Celano e Deputato della Repubblica”. Una diatriba che è destinata a continuare ma che vede già le prime reazioni.
Interviene sulla pagina Facebook di MarsicaLive Piero Severino Carducci chiamato in causa come tecnico poiché secondo Piccone “come capo dell’Organismo indipendente di valutazione Oiv in Provincia, da una parte valuta il sindaco nella sua funzione di “dirigente” e dall’altra, con incarico remunerato al Comune di Avezzano, è pagato per seguire la realizzazione del programma di mandato del sindaco”.
“Piccone”, replica Carducci, “presumibilmente indotto in errore da qualche collaboratore, commette due gravi inesattezze:
Primo: l’OIV della Provincia dell’Aquila, del quale sono membro, è un organo collegiale nominato dal presidente Del Corvo tra soggetti dotati di particolari requisiti di professionalità e dopo avviso pubblico. L’OIV è un organo di supporto tecnico che non dispone di budget né decide alcunché in merito alla valutazione dei dirigenti. Quindi è sbagliato ciò che dice Piccone (Carducci valuta il sindaco nella sua funzione di dirigente) perché chi valuta Di Pangrazio ed attribuisce il premio è l’organo politico, e non l’OIV né tantomeno il sottoscritto che ne è soltanto uno dei membri;
Secondo: il sottoscritto ha vinto un avviso pubblico per titoli ed esami ed è responsabile dell’attuazione del programma di mandato del Comune di Avezzano. Piccone dovrebbe sapere che il responsabile dell’attuazione del programma è in buona sostanza titolare del controllo strategico e, nel suo operato, non risponde al Sindaco ma al Consiglio comunale (dov’è presente la maggioranza e l’opposizione, perché lo sviluppo di Avezzano dovrebbe interessare tutti a prescindere dai colori politici). In sintesi: alla Provincia, chi valuta Di Pangrazio è Del Corvo. Al Comune non sussiste alcuna dipendenza tra il sottoscritto e Di Pangrazio. Piccone si informi meglio prima di sparare insulti a mezzo stampa”.
Sulla vicenda interviene anche l’assessore di Avezzano Roberto Verdecchia che si chiede “come mai l’intervento del sindaco di Celano Piccone arriva a scoppio ritardato, assumendo quasi le sembianze del canto del cigno?”.
A insinuare che l’intervento dell’onorevole Filippo Piccone sia stato dovuto dagli esiti del voto all’Aciam è l’exo consigliere comunale Alfredo Iacone. “Che cosa avrà spinto il grande assente della politica marsicana ad occuparsi di Di Pangrazio dopo più di un anno dalla sua elezione a sindaco di Avezzano e per una questione inesistente?”, si chiede l’ex amministratore di centrodestra, “forse la magistrale operazione del sindaco di Avezzano all’Aciam che ha impedito la conferma come presidente del CdA di un parente di Piccone? Piccone è risentito? Fatto sta che invece è proprio Piccone e non Di Pangrazio a trovarsi in situazione di incompatibilità, lui che ha l’obbligo di optare tra il mandato di sindaco e di deputato come stabilisce il D.L. 138/2011. E qui sì, che farebbe bene il prefetto a intervenire. Ma, al di là delle questioni giuridiche, dal punto di vista morale è sorprendente che Piccone parli di cumulo di cariche, lui che è parlamentare, sindaco e coordinatore regionale del PdL e che ora venga a dire che Di Pangrazio è incompatibile. Oggi, viene da pensare a che cosa sarebbe accaduto al Comune di Avezzano, e nelle società partecipate, se fosse stato eletto il sindaco che voleva Piccone: una grande famiglia”.