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Pescara sempre più lontana da Avezzano, Ceglie e Cambise: senza trasporti nessuna svolta per turismo, lavoro e univerità

Cristina Vitale 14 giugno 2018
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Avezzano. “Aumentano i pendolari sui treni regionali  abruzzesi. Tra le rotte in crescita di ricavi negli spostamenti ci sono Roma-Sulmona +25,8% e Chieti-Roma +7,4%. Se gli utenti aumentano, come mai i treni sulla tratta Avezzano – Pescara e viceversa sono ridotti al lumicino? Andare in treno da Avezzano a Pescara costituisce un’impresa”, lo dichiarano in una nota congiunta il segretario del PD di Avezzano, Giovanni Ceglie, ed Aurelio Cambise, “Il primo treno parte alle ore 07:13 da Avezzano per Pescara e non consente di arrivare nel normale orario di ufficio, quindi i lavoratori sono obbligati a servirsi del mezzo proprio. Purtroppo la tratta autostradale è quella che ha avuto il più alto incremento d’Italia nel 2018 (12.85%). Il treno successivo parte alle ore 13:55 (con cambio a Sulmona), impiegando 3 ore 19 minuti, orario previsto di arrivo 17:14 (nuovo orario estivo). Ad ogni modo sono orari non utili ai lavoratori e studenti universitari.Se l’ultimo treno da Pescara per Avezzano parte alle ore 17:15 nei giorni feriali ed alle ore 16:27 nei giorni festivi, per ritornare  come si fa? Ribadiamo che, ” continua la nota, “dopo le ore 17:15, ben quattro treni da Pescara terminano la corsa a Sulmona e nemmeno uno prosegue per Avezzano. Si potrebbe pensare di fare l’autostop a ridosso del tratturo, ma la transumanza si è estinta il secolo scorso, per cui né cavalli né pecore si troverebbero come taxi. Possibile che questa tratta ferroviaria non possa essere funzionale e fruibile da un punto di vista degli orari? Dobbiamo proprio rassegnarci a queste criticità estreme fino al punto di non avere più servizi decenti? Ci domandiamo ancora: Perché il treno delle ore 18:46 da Pescara per Roma Termini è stato eliminato? Da Pescara per Roma, l’ultimo treno diretto parte alle ore 09:23, lasciando il resto della giornata scoperto; da Roma, invece, il primo treno diretto per Pescara parte alle ore 14:30, lasciando tutta la mattinata scoperta”.

 

“Ad ogni modo non ci risparmiamo nessuna assurdità”, continuano, “c’è un treno che parte da Avezzano alle ore 12:55 con arrivo a Sulmona alle ore 14:06, giusto cinque minuti dopo della partenza del treno da Sulmona per Pescara (delle ore 14:00). In sostanza, per i marsicani, che vogliano raggiungere Pescara, questi due treni non servono. Occorre un’ inventiva straordinaria per formulare un orario simile, a meno che non si voglia nel tempo arrivare alla soppressione della tratta…Sta di fatto che da Avezzano per la costa adriatica e viceversa è un’impresa, che costa agli utenti una giornata intera all’insegna di una corsa forsennata per sbrigare qualche faccenda, rischiando tra l’altro di rimanere in città. Fino a dicembre 2016 si viaggiava normalmente in treno da Avezzano per Pescara e viceversa ora, a quanto sembra, non più, nonostante i continui aumenti dei costi dei biglietti. E’ curioso constatare che i costi salgano vertiginosamente e i servizi diminuiscano in modo inversamente proporzionale. Andiamo avanti o indietro? In estate la domanda di trasporto e le esigenze di spostamento crescono e si moltiplicano. Si sa, infatti, che il turismo bussa alle nostre porte ogni anno e pressoché esclusivamente, in coincidenza della breve stagione balneare. Ma perché non riuscire mai a programmare in tempo utile una strategia giusta e vincente che risolva il problema?”

“Un sistema di collegamenti ampio e diversificato rappresenta la premessa insostituibile per qualsiasi strategia di sviluppo e la condizione indispensabile per passare, finalmente, da un turismo concentrato nel tempo e nel richiamo balneare ad un turismo articolato, distribuito lungo i 365 giorni dell’anno e in grado di attrarre le tante differenti domande che sempre più chiedono attenzione e servizi efficienti.  Queste, sì, sono in grado di innescare processi di sviluppo duraturi e significativi sul Pil, sull’ occupazione, ma anche e soprattutto sulla crescita complessiva del territorio. Ormai siamo rassegnati. E’ inutile sperare nell’ammodernamento dei treni tante volte promesso e mai attuato (Jazz, Swing …), e neanche che qualcuno in Regione ed in Trenitalia Abruzzo si accorga di questo isolamento delle aree interne, inserendo qualche treno dopo le ore 17:15 da Pescara per Avezzano. E magari anche che il treno festivo delle ore 09:20 da Avezzano per Pescara venga esteso ai giorni feriali, sarebbe un miracolo. Senza contare che salendo su questi treni vetusti può capitare di scendere alla prima fermata per fumo nei vagoni come successo ai pendolari a Raiano lo scorso 06 Giugno. Le poche Università dell’interno rischiano di chiudere ed i servizi inadeguati del trasporto ferroviario ostacolano non poco gli studenti della Marsica, che studiano nelle sedi universitarie di Chieti e di Pescara, specialmente quando le lezioni e gli esami si tengono nel pomeriggio. In questo modo il diritto allo studio, viene  meno e non favorisce lo sviluppo culturale e  le relazioni sociali ed economiche in genere. Converrà ancora vivere nelle aree interne?” concludono.


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