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Elezioni, parla Di Pangrazio (Pd): siamo la forza politica più credibile, servono compattezza e unità

Avezzano. Dare spazio al merito, puntare sull’unità, sulla compattezza e, soprattutto, coinvolgere i giovani e le forze cittadine. Questa la ricetta che Giuseppe Di Pangrazio ha messo sul piatto in vista delle elezioni comunali di maggio. Il coordinatore della segreteria del Pd di Avezzano ha le idee chiare, anche quando rivendica il lavoro svolto dal suo partito, sia a livello cittadino che a livello marsicano e abruzzese.

Cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime settimane? Quali sono i punti cardine da rinsaldare sui quali il Pd sta lavorando?

Il Partito Democratico è senza dubbio il soggetto politico che nella nostra città gode di maggior affidabilità e fiducia. Questo grazie all’incessante lavoro che abbiamo svolto sia a livello cittadino che a livello regionale. “Non c’è buon governo senza radicamento nella società e connessione con i bisogni, le ambizioni, le idee delle persone”. Faccio mie le parole del nostro segretario perché sintetizzano in maniera efficace l’obiettivo del partito: aprire le porte a nuovi protagonisti per farci interpreti delle mutate esigente dei cittadini. Grazie ai rappresentati del Pd il nostro territorio ha ottenuto: la costituzione dell’ adunanza dei sindaci marsicani che ha a sua volta prodotto il progetto Marsica” che ha generato l’approvazione del piano sociale Marsica del valore di circa 4.000.000 di euro; il finanziamento per la sistemazione idrica del bacino del Fucino per un valore di 50.000.000 di euro; il finanziamento della ristrutturazione del palazzo Torlonia e del parco Torlonia per un totale di 4.700.000 euro; la tutela di Palazzo Ducale a Tagliacozzo attraverso uno stanziamento di 1.000.000 di euro e del castello di Scurcola Marsicana (altri) 2.500.000, oltre a importanti finanziamenti per le aziende marsicane ricadenti nelle aree di crisi non complesse. E parlo di cifre perché rendono bene l’idea dell’imponente operazione messa in campo negli anni appena trascorsi. E aggiungo che queste sono le basi e le premesse da cui partire per pretendere ed ottenere molto di più per il nostro territorio

Si sente di escludere una sua candidatura a sindaco? Chi, secondo lei, tra le fila del centrosinistra può essere il nome giusto?

Oggi più che mai il Pd deve liberasi dalla trappola delle “correntismo interno” e ridursi a unità seppur nella differenza di vedute di ciascuno di noi. Valorizziamo il merito. Il partito deve essere compatto nella scelta così come nel sostegno al futuro candidato sindaco. C’e bisogno di aiutare la ricostruzione di una classe politica autonoma e capace di governare e valorizzare il nostro territorio. È necessario stimolare tutte le energie cittadine, dare maggiore importanza ai giovani, alle donne e alle loro capacità.

A maggio la città verrà da un anno di commissariamento: come sarà cambiato, nel frattempo, l’umore della gente? Avverte ancora attaccamento verso i simboli oppure l’unica strada da percorrere è quella del civismo?

Il civismo inteso come attaccamento e difesa del territorio in cui il cittadino vive e dei propri diritti rappresenta il filo conduttore della mia intera esperienza come uomo delle istituzioni. Ma mi chiedo: ha davvero senso questa polarizzazione? I “simboli” non sono altro che la declinazione di questo attaccamento secondo valori e accezioni differenti. Le esperienze civiche legate a realtà associative che già lavorano sul territorio sono le colonne portanti della vita democratica della città al pari dei partiti politici.

Da un punto di vista politico, ma anche economico, la Marsica è sempre più isolata. Come si esce dalla crisi?

In un momento di forte depressione economica quale è quello attuale, la Marsica si è trovata completamente indifesa a livello istituzionale: da un lato la città-polo del territorio lasciata a brandelli dalla precedente amministrazione che resiste solo grazie al lavoro svolto dal commissario Passerotti e, dall’altro, la totale assenza di rappresentati a livello regionale. Siamo di fronte a un vuoto istituzionale senza precedenti e solo restituendo la parola agli elettori e, per loro indicazione, ai migliori rappresentanti che riusciremo ad esprimere, la Marsica potrà uscire dal totale isolamento nel quale siamo, ahimè, precipitati da 3 anni. C’è bisogno di una classe politica autonoma, autorevole e preparata per ridare dignità alla nostra città-territorio facendole riassegnare il ruolo autorevole nel panorama regionale con relazioni costanti con il paese Italia.

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