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Part time, precari e con chiamate di rinnovo 10 minuti prima: solidarietà agli interinali LFoundry

Avezzano. La Fiom Cgil esprime solidarietà ai lavoratori in somministrazione all’LFoundry di Avezzano in forte difficoltà oggi come ieri e che ora rischiano di perdere il posto di lavoro.

Ancora una volta denunciamo il paradosso di avere lavoratori precari che occupano posti di lavoro strutturali. Una contraddizione che la Fiom ha più volte cercato di contrastare, purtroppo in assoluta solitudine”, scrive il sindacato Fiom Cgil in una nota, “da anni non passa giorno senza che all’interno di LFoundry non siano presenti decine di lavoratrici e lavoratori in somministrazione. Un dato: nel solo 2021 in LFoundry sono stati sottoscritti 1500 contratti precari. 1500! Spesso si tratta di contratti che oltre a essere precari sono anche part time e prevedono un inquadramento professionale inferiore rispetto ai colleghi assunti direttamente da LFoundry. Altrettanto spesso i lavoratori precari e part time, mortificati nella loro dignità, sono chiamati telefonicamente con un preavviso di poche decine di minuti per prestare lavoro aggiuntivo usando come leva la potenziale proroga di un contratto vicino alla scadenza”.

“Sarebbe questo il cambio di passo annunciato solo poche settimane fa dagli interlocutori aziendali?”, incalza la nota, “facciamo appello all’azienda perché sia all’altezza di quell’etica che sostiene di avere ma che non pratica. Facciamo appello alle associazioni di rappresentanza delle imprese perché siano coerenti con la loro missione che è quella di favorire la crescita economica, sociale e civile del Paese. Facciamo appello alle altre Organizzazioni sindacali perché la finiscano di intossicare il nostro territorio con accordi che minano la dignità e la sopravvivenza di lavoratrici e lavoratori e perché tutti insieme si contrasti questa deriva. Facciamo appello alle Istituzioni e alla Politica perché si metta fine a questa macelleria sociale. Come Fiom Cgil crediamo che non vadano suggerite all’azienda scorciatoie per abbassare il costo del lavoro comprimendo i salari. Pensiamo piuttosto che si debba lavorare tutti insieme per unire lavoratori precari e lavoratori stabili per il conseguimento di obiettivi comuni: stabilizzazione vera dei contratti, alleggerimento dei carichi di lavoro e garanzie solide di tenuta industriale e occupazionale, perché tutto si tiene insieme e perché questa è l’unica strada possibile giusta, equa e di prospettiva”.

 

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