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Parroco marsicano chiede un papa donna, critiche di “involuzione” alla Chiesa

Avezzano. Parroco marsicano chiede un papa donna. Il parroco di Antrosano, don Aldo Antonelli, coordinatore di “Libera” per la Provincia dell’Aquila, torna alla carica. Non ha peli sulla lingua e i suoi interventi critici (o costruttivi?) nei confronti della chiesa non sono nuovi. Ma stavolta ci ha messo proprio impegno visto che in pieno conclave chiede un papa donna. Non ci sono cardinali donna in conclave, quindi sperare in un papa donna è alquanto pretenzioso, ma la richiesta del parroco diperiferia, (guida la comunità della frazione di Antrosano) è che almeno se ne parli. “Sia chiaro, non chiedo la luna nel pozzo”, sottolinea don Aldo, “e mi rendo conto dell’esorbitanza delle richiesta, considerata la situazione di stallo in cui vegeta l’istituzione-chiesa cattolica. Uno dei rari organismi, se non l’unico, che con il tempo invece di evolversi si è andato involvendo. Don Aldo Antonelli (2)Ciò che preoccupa non è tanto l’assenza di donne nel Conclave all’interno del quale sarà scelto il nuovo papa, ma il fatto che di questa assenza nemmeno se ne parli. Nella fantasmagoria di analisi affacciate, nel groviglio di ipotesi più o meno bene auguranti, a quanto mi risulta, il discorso “donna” non sembra sia stato nemmeno accennato da qualcuno dei, non dico addetti ai lavori, ma opinionisti e anche soltanto cronisti. Eppure inizialmente il papa veniva scelto tra i battezzati in genere, anche se solo tra gli uomini, essendo stata la chiesa da sempre maschilista. (La leggenda della papessa Giovanna che avrebbe regnato sulla Chiesa tra l’ 853 e l’ 855 dice poco o niente). Poi, con la crescente clericalizzazione, è subentrata l’usanza di scegliere il Papa tra il clero. Infine, con la montante gerarchizzazione, la scelta è rimasta circoscritta nel ristrettissimo cerchio dei Cardinali. Per questo facevo il richiamo al processo di involuzione. Ed allora”, affema don Aldo, “rompiamo questo muro di silenzio, sparigliamo le “sacre carte” e poniamo la domanda: Perché una donna no? Mi sento in obbligo a fare da portavoce a tutte le donne che nel loro “essere di più” nella chiesa sono costrette a “non essere” affatto! Ricevo e pubblico volentieri”, conclude don Aldo, “questo messaggio che mi viene dall’amica Ambra di Trieste, la quale scrive:
“Caro don Aldo,
mi fa piacere condividerti questa brevissima riflessione che ho fatto in occasione di un incontro sul tema della fede e le donne nel Vangelo.
Te la invio oggi non perché sia un contributo particolarmente interessante, ma perché quello che mi colpisce nella scelta di un Papa è la totale assenza delle donne. Nessuna donna, suora o laica, viene ammessa neanche nelle congregazioni pre-conclave. A noi non viene mai chiesto nulla. L’unica cosa che siamo chiamate a fare è essere delle “Marte” che tengono pulita la casa e preparano i pranzi. Eppure Gesù non voleva vederci fare questo, voleva parlare con noi, voleva manifestarsi a noi per prime nella grandezza della sua Resurrezione.
Perché siamo messe così da parte? E’ il nostro corpo a cui Dio ha donato la Grazia di poter dare la vita che spaventa gli uomini, soprattutto gli uomini di chiesa… Le gerarchie? Perché la vista di una donna dovrebbe turbare i loro animi invece che far germinare nuovi pensieri così come Dio ha scelto che sia? E’ solo nell’incontro tra un uomo e una donna che nasce il nuovo, che Dio si manifesta con la nascita di un bimbo. Un gruppo di soli uomini anche se molto sapienti non produce nulla di nuovo… Non può essere fecondo, germinativo. Dio per donarci Gesù ha avuto “bisogno” di una donna: Maria. Ha avuto bisogno del suo ventre, del suo utero, del seno per nutrire il bambinello”.