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Parco Sirente Velino, in consiglio regionale si discute la riduzione della superficie dell’area

Avezzano. Una proposta che di certo farà discutere e che ha già suscitato le prime aspre polemiche da parte di alcune forze politiche e del mondo dell’associazionismo. E’ quella che proviene dal Consigliere Regionale Luca Ricciuti, appartenente allo schieramento  del Pdl, che ha proposto di ridurre la superficie destinata al Parco Silente Velino di 4200 ettari. Secondo la sua opinione questo provvedimento potrebbe lasciare spazio a cacciatori e costruttori, con positive ripercussioni su mondo del turismo e dello sviluppo territoriale. La proposta ha già suscitato però aspre polemiche soprattutto da parte del mondo dell’associazionismo e della società civile. I primi a far sentire le loro voce indignata sono stati Stefano Allavena, Coordinatore Lipu Abruzzo, Antonio Perrotti del Circolo Terre Pubbliche, Maurizio Acerbo, Consigliere Regionale e Daniele Valfr, Consigliere Salviamo l’Orso, Responsabile Altura Abruzzo. Tutti fanno appello al Consiglio Regionale Abruzzo perché si riveda tale progetto di riperimetrazione del Parco, del tutto incompatibile con il progetto di tutela e di conservazione del paesaggio della Regione Abruzzo, Regione verde d’Europa. Il Parco Silente Velino infatti è tutelato a livello comunitario. Adottare una direttiva che ristringa il suo perimetro di migliaia di ettari, potrebbe dunque essere una violazione delle norme ambientali stabilite a livello Ue. Il territorio interessato si estende, come detto, per una superficie di circa Camosci liberati nel parco Sirente Velino Camoscio (4)4200 ettari. Sarebbe quindi tagliata dalla protezione del Parco tutta la cresta dalla Punta dell’Azzocchio fino a Monte Rotondo, comprese le pendici ricadenti nei Piani di Pezza. Ad esclusione della Piana di Campo Felice dunque, un’area vastissima, ricca di biodiversità floristiche e faunistiche. I territori nominati fungerebbero infatti da corridoi ecologici in particolar modo per l’orso marsicano oltre che per la presenza di specie floristiche uniche per la Regione. L’alternativa al Parco poi dovrebbe essere la costituzione di un Distretto Venatorio, con il conseguente affidamento delle aree, con fini di gestione e conservazione degli habitat naturali, ad associazioni venatorie. L’esperienza però insegna che una tale politica, ha già prodotto nel  passato degli esperimenti dagli effetti nefasti. “Abbiamo già sperimentato alcuni mesi fa come la riperimetrazione del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, avvenuta alla fine del 2011 con L.R. 42/2011, dove il Parco Regionale ha perso un’area di circa 90 ettari di superficie di grande valenza ecologica e di conservazione nel Comune di Aielli,  ha causato una vera e propria mattanza, da parte di alcuni cacciatori” hanno affermato alcuni esponenti delle associazioni ambientaliste in una conferenza stampa. In quella occasione addirittura l’uccisione di massa di animali spinse l’Atc di Avezzano a deliberare precauzionalmente un sospensione della caccia, in attesa della conclusione della stagione venatoria. Non è da escludere dunque che analoghi episodi di caccia selvaggia si possano registrare anche nel momento in cui il territorio “liberato” dai vincoli del Parco, sia molto più esteso. D’altra parte anche il progetto di destinare parte dell’attuale parco all’edificazione di nuove infrastrutture, ha suscitato, da parte degli stessi rappresentanti delle associazioni ambientaliste, parole di disappunto. “Certo è davvero sconfortante che l’attuale maggioranza regionale, su spinte immobiliari e infrastrutturali veramente anacronistiche” – si è affermato durante la conferenza stampa,“abbia dedicato le sue energie a ridurre le aree di un Parco regionale come il Sirente Velino e di una riserva invece che alla perimetrazione del Parco della Costa Teatina nonostante la mobilitazione di decine di migliaia di persone”, hanno concluso le forze ambientaliste. Gli stessi rappresentanti hanno dunque sottolineato come la cementificazione potrebbe portare alla distruzione del paesaggio, bene comune non solo da tutelare ma anche da valorizzare. Tutto dipenderà comunque dall’esito delle decisioni che verranno adottate dal Consiglio Regionale d’Abruzzo, martedì prossimo. Marco Rota