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Ortona dei Marsi piange la perdita di Amalia Taglieri, la “siciliana” che ha raccontato il Parco agli studenti

 

Ortona dei Marsi. Ortona dei Marsi piange la scomparsa di Amalia Taglieri, dipendente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Taglieri è morta all’hospice di Pescina, aveva 55 anni. Ha lottato per 15 anni contro la malattia.

Non solo ad Ortona, ma in tutto il territorio del Pnalm, era molto conosciuta e apprezzata per il suo carattere affabile, simpatico, sempre vivace e allo stesso tempo attento e scrupoloso. Ha avuto anche un ruolo nell’amministrazione comunale, è stata vice sindaco con l’allora primo cittadino Manfredo Eramo.

Dopo la laurea in Lettere all’Università degli Studi dell’Aquila, Taglieri aveva iniziato a collaborare con Parco. La devozione nei confronti del suo lavoro era nota a tutti. Affidata al Servizio Educazione e Didattica, si è occupata di tanti progetti che l’hanno portata a contatto con gli studenti, ai quali riusciva a trasmettere non solo le sue competenze ma anche il grande amore per tutto ciò che era la natura, per il mondo della fauna selvatica e delle piante. Ha raccontato ai giovani i valori delle tradizioni, dell’importanza di tutelare l’ambiente, ha creato e sviluppato progetti originali che attiravano l’attenzione per la loro creatività e armonia. Raccontava di orsi terribili che scorazzavano nei paesi del Parco e di cervi che mangiavano erbette nei giardini ma anche di transumanza e pastori. Spiegava come dovevano essere conservate specie preziose come quelle che vivono in Abruzzo e come amare la flora. Una delle sue più grandi passioni.

A gennaio, dopo l’aggravamento delle condizioni di salute, era entrata all’Hospice di Pescina. Solo qualche giorno fa aveva lanciato un appello sulle pagine di Marsicalive, a chi fa politica e ha il potere di decidere su fondi e finanziamenti: affinché ci fossero più risorse per la Sanità, negli ospedali e anche nei centri come quello in cui lei stava trascorrendo i suoi ultimi giorni di vita.

 

Quanto riuscito a realizzare nei suoi ultimi mesi di vita è stato straordinario. Lo definiva “un cerchio magico di solidarietà” che mercoledì scorso si è chiuso con la donazione alla struttura di oltre 4mila euro di “strumenti” per alleviare il “soggiorno” di chi vive la realtà di essere gravemente malato.

Taglieri era nata in Sicilia, a Salemi, in provincia di Trapani. Era lì che suo padre Fernando aveva conosciuto la madre, Giovanna e aveva messo su famiglia. Proprio dalla Sicilia era nato il suo amore per la cucina e il cibo.

“Da siciliana-abruzzese ho scelto le ricette più rappresentative di queste regioni, per far intraprendere anche a voi un viaggio culinario tra i colori, i sapori e i profumi unici di queste terre che ho nel cuore. Soprattutto perché alcuni sapori mi ricordano l’infanzia e l’adolescenza delle vacanze nella bellissima campagna trapanese dove c’era casa di nonna Caterina che alle otto di mattina, con 30 gradi all’ombra, già friggeva le melanzane”, ha scritto nella prefazione del suo libro, elaborato e realizzato mentre era ricoverata all’Hospice. In una manciata di giorni, grazie alla collaborazione di un circuito virtuoso di amore e solidarietà messo su dalle sue amiche -colleghe, è riuscita a vendere 638 copie del suo: “Le ricette di Amalia. Viaggio ipercalorico dalla Sicilia all’Abruzzo”.

Fino alla fine dei suoi giorni è stata accudita e coccolata all’Hospice da operatori sanitari che erano diventati oltre alla sua mamma, al papà, al cugino Loreto, della moglie Lucia e ai nipoti, la sua famiglia e la sua casa, come amava confidare a chi passava a trovarla tutti i giorni. Le sue ultime forze le ha spese perché si sapesse che quelle persone che la stavano accudendo avrebbero dovuto avere più attenzione, perché il loro era più di un lavoro: accompagnava i pazienti “a un fine vita che fosse sereno”.

E allora fino alla fine una lotta contro il tempo, per acquistare quante più cose possibili per l’Hospice, per lasciare annotate tutte le sue dispozioni per quando non ci sarebbe stata più, su come fare donazioni a suo nome all’Oncologia di Avezzano, per comprare anche la macchinetta del caffè all’Hospice. Fino alla fine tutto curato nei dettagli, proprio come aveva fatto durante la sua vita. Senza mai lasciare nulla al caso.

Amalia Taglieri è stata un dono. Per chiunque l’abbia conosciuta. È stata un esempio di resistenza alle difficoltà della vita, alle prove, anche le più dure. Lei stessa è stata di conforto a chi le è stata vicina nel suo percorso, regalando coraggio e forza. Con dignità, pudore e amore incondizionato.

 

L’articolo sul libro di ricette e sul dono all’Hospice:

“Le ricette di Amalia” per l’Hospice di Pescina, consegnati “doni” per oltre 4mila euro