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Orchestra Aypo, per Fonzi “un sogno infranto dal gioco delle tre carte”

Avezzano. Niente approvazione dell’Aypo orchestra in consiglio comunale, tramonta il sogno dei giovani marsicani. “Il gioco delle tre carte è senza dubbio il più conosciuto tra i giochi di “prestigio”, ma è anche tristemente noto perché i truffatori, con la scusa di una probabile vincita, raggirano i poveri malcapitati, di solito con l’aiuto dei compari”, ha spiegato Stefano Fonzi direttore dell’orchestra nel suo lungo sfogo, “questo è un po’ quello che è capitato all’AYPO: la Avezzano Young Pop Orchestra; la prima e unica orchestra giovanile di musica pop in Italia, aperta a tutti i giovani tra i 14 e i 27 anni, selezionati con un’audizione pubblica. In un anno di attività i ragazzi sono saliti su un palcoscenico accompagnando artisti di fama internazionale: dall’ amichevole partecipazione di Fabrizio Bosso, trombettista dal talento indiscusso, durante il concerto inaugurale, il quale decise in maniera completamente gratuita di appoggiarmi in un progetto così ambizioso, per poi proseguire con Ron, gli Audio 2, fino ad arrivare a Fabio Concato e Gino Paoli. Sin dall’inizio della sua attività, l’orchestra non ha mai chiesto alcun tipo di contributo in denaro, ma si è sempre battuta per un riconoscimento istituzionale, in modo da poter portare in giro il nome della città nei teatri e nelle sale da concerto italiane, e dare una identità a questi giovani musicisti; un riconoscimento che avrebbe gravato nelle casse del comune con un importo pari a zero euro”, ha continuato Fonzi amareggiato per l’accaduto, “il processo di istituzionalizzazione, dopo essere stato approvato in data 13 marzo dalla giunta comunale, aveva bisogno, come da prassi, dell’approvazione del consiglio comunale; come per magia, non si sa perché e per come, al consiglio comunale questa proposta non è mai arrivata. Le istituzionalizzazioni nella giunta del 13 marzo erano due: il riconoscimento dell’AYPO e il concerto di Natale organizzato da Harmonia Novissima, che invece ha avuto giustamente il suo regolare iter e conseguente approvazione. Ed il gioco delle tre carte si è concluso con il “raggiro” da parte dei malcapitati; i 50 giovani dell’AYPO. La cosa che mi lascia davvero perplesso, è il fatto che molti politici locali, più volte saliti sul palco in occasione dei vari concerti, dopo aver tanto acclamato i giovani talenti, nel momento in cui c’è stato bisogno di mettere nero su bianco per dare loro un riconoscimento formale (…e non economico), non hanno inserito la proposta nell’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale prima della prossima tornata elettorale. Avrei preferito che alla mia lettera presentata a gennaio 2012, nella quale chiedevo di non lasciare che questo progetto finisse nel dimenticatoio, qualcuno degli interessati avesse risposto dicendomi che era un progetto di scarso valore, o che all’ amministrazione comunale non interessava; con un po’ più di sincerità e un po’ meno politica, forse non avrebbero illuso 50 ragazzi. A frasi come questa, “…vi chiamo ragazzi, ma spero che in futuro qualcuno su questo palcoscenico e su altri palcoscenici anche più prestigiosi, possa chiamarvi professori d’orchestra. Questo è l’augurio che vi facciamo come città e come amministrazione comunale…” vorrei rispondere dicendo: come potranno mai diventare questi ragazzi, professori d’orchestra, se in amministrazione insegnate a giocare al “gioco delle tre carte”?”.

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