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“Spese per censimenti pubblicitari”, il consigliere Ranieri accusa Di Pangrazio

Avezzano. Spese per afidamento a una ditta del censimento degli spazi pubblicitari in centro. Accuse arrivano dal consigliere di minoranza del Pdl Fabio Ranieri. “Ho appreso con piacere”, afferma, “dell’iniziativa intrapresa dagli impiegati comunali dell’ufficio anagrafe di Avezzano che, fuori dagli orari di lavoro, hanno pulito gli scaffali ed imbiancato le pareti dei locali che li ospitano nell’attività quotidiana, grazie anche al contributo della Giunta Di Pangrazio che si sarebbe autotassata per una spesa totale di circa 300 euro per l’acquisto dei materiali necessari.
Ai dipendenti del Comune rinnovo anche i miei complimenti già ricevuti da più parti, peccato però che una bella azione svolta in favore della collettività sia stata, come spesso accade, strumentalizzata dall’Amministrazione Di Pangrazio a fini pubblicitari cercando di inculcare nella testa dei cittadini che quella in essere sia una gestione virtuosa della nostra Città mentre gli sprechi, al contrario, si moltiplicano. Fabio Ranieri del Pdl
Se, in effetti, da un lato i dipendenti comunali sono riusciti, come affermato dalla Giunta, a farci risparmiare ben 10mila euro”, aggiunge Ranieri, “dall’altro quello stesso importo è stato utilizzato (o meglio sprecato) dalla Giunta stessa per affidare, ad una società (non di Avezzano) specializzata tra le altre cose in servizi cimiteriali, il censimento, nel solo perimetro del quadrilatero, degli spazi pubblicitari comunali come si evince dalla delibera 171 del 6 giugno 2013.
La vicenda ha dell’inverosimile, ci sono a quanto sembra dipendenti comunali che non esitano ad imbracciare secchio e pennello ed altri incapaci di contare i cartelli della pubblicità nel solo quadrilatero. Ci si chiede come mai il censimento, che tra l’altro dovrebbe già esserci, non sia stato affidato al servizio affissioni del Comune ed ai suoi dipendenti? Restando in tema di paradossi”, conclude il consigliere Ranieri, “il sindaco Di Pangrazio dovrebbe, per coerenza, ritirare la delibera, non vanificando lo splendido atto compiuto dai dipendenti comunali dell’ufficio anagrafe. L’argomento sarà oggetto di specifica interrogazione comunale”.