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Operazione “Delizia” della Guardia di Finanza, avezzanese condannato per usura.

Avezzano. Una condanna a due anni di reclusione nell’ambito dell’operazione antiusura “Delizia”, condotta dalla Guardia di Finanza di Avezzano. Con un giudizio abbreviato davanti al giudice per le indagini preliminari Claudio Politi, è stato condannato per usura R.M., 38 anni, di Avezzano. L’uomo è stato dal reato di estorsione mentre la moglie L.S. (37), che era con lui al momento dell’arresto, è stata assolta da tutte le accuse. L’episodio incriminato risale al 24 novembre del 2009 quando le fiamme gialle hanno bloccato l’uomo all’uscita dall’attività commerciale e in macchina trovarono duemila euro in contanti. Secondo la ricostruzione della Finanza, l’avezzanese, insieme alla moglie, si sarebbero recati nel negozio di generi alimentari che si trova in centro. Qui, dopo aver minacciato il proprietario dell’attività commerciale, avrebbero preso in consegna il pizzo, circa duemila euro. Poi i coniugi, una volta saliti in auto, ripartirono allontanandosi dal negozio. I finanzieri erano però appostati poco distante per osservare tutti i movimenti dei due. A quel punto entrarono in azione bloccando l’auto. L’uomo fu arrestato subito, mentre per la donna le accuse scattarono in un secondo tempo, dopo ulteriori indagini. Entrambi dovevano rispondere di concorso in usura ed estorsioni aggravata. Il pubblico ministero, Vincenzo Barbieri, aveva chiesto sei anni di reclusione.

Avezzano. Una condanna a due anni di reclusione nell’ambito dell’operazione antiusura “Delizia”, condotta dalla Guardia di Finanza di Avezzano. Con un giudizio abbreviato davanti al giudice per le indagini preliminari Claudio Politi, è stato condannato per usura R.M., 38 anni, di Avezzano. L’uomo è stato dal reato di estorsione mentre la moglie L.S. (37), che era con lui al momento dell’arresto, è stata assolta da tutte le accuse. L’episodio incriminato risale al 24 novembre del 2009 quando le fiamme gialle hanno bloccato l’uomo all’uscita dall’attività commerciale e in macchina trovarono duemila euro in contanti. Secondo la ricostruzione della Finanza, l’avezzanese, insieme alla moglie, si sarebbero recati nel negozio di generi alimentari che si trova in centro. Qui, dopo aver minacciato il proprietario dell’attività commerciale, avrebbero preso in consegna il pizzo, circa duemila euro. Poi i coniugi, una volta saliti in auto, ripartirono allontanandosi dal negozio. I finanzieri erano però appostati poco distante per osservare tutti i movimenti dei due. A quel punto entrarono in azione bloccando l’auto. L’uomo fu arrestato subito, mentre per la donna le accuse scattarono in un secondo tempo, dopo ulteriori indagini. Entrambi dovevano rispondere di concorso in usura ed estorsioni aggravata. Il pubblico ministero, Vincenzo Barbieri, aveva chiesto sei anni di reclusione.