News in tempo reale

Operazione antidroga, sospesa dal Prefetto la licenza al bar di Morino al centro dell’inchiesta

Avezzano. E’ stata sospesa la licenza al bar di Morino al centro dell’inchiesta antidroga che ha portato lo scorso mese a quattro misure cautelari. Lo ha deciso il prefetto dell’Aquila che ha emesso il decreto di sospensione per tre mesi dopo la richiesta scaturita dalle indagini della Procura di Avezzano. Sul caso sono indagate otto persone.

Alla fine di novembre, i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, coordinati dal capitano Silvia Gobbini,  hanno eseguito i quattro provvedimenti  nei confronti di tre marsicani e un romano, in particolare i domiciliari per Stefano Federici, 31anni, titolare del bar  in questione, il carcere per Roberto Giorgi (35), di Roma, e obbligo di firma per Ilie Lica Valentin (40), di nazionalità romena ma residente ad Avezzano, e  Nico Di Loreto (44), parrucchiere di Avezzano. Provvedimenti cautelari revocati  per tutti gli accusati marsicani dal tribunale del riesame dell’Aquila.    La chiusura del bar è stata stabilità perché secondo l’indagine,  coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Elisabetta Labandi, il locale era al centro dei movimenti dello spaccio.

Nell’operazione sono stati sequestrati  20 grammi  di cocaina e 20 di marjuana e le indagini sono state avviate nella primavera del 2018. A settembre dello stesso anno c’era stato l’arresto di Federici ed erano scattate dopo una serie di segnalazioni arrivate ai carabinieri riguardo a un traffico di sostanze stupefacenti nella Valle Roveto, in particolare a Morino. L’avvocato Pasquale Milo, difensore di Federici, ha annunciato “l’impugnazione del provvedimento e la richiesta di  danni visto che il riesame ha già annullato anche la misura cautelare nei confronti del suo assistito.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Pasquale Milo,  che assiste  Federici, ha annunciato “l’impugnazione del provvedimento e la richiesta di  danni visto che il riesame ha già annullato anche la misura cautelare nei confronti del suo assistito. Gli altri accusati marsicani sono difesi dagli avvocati Raffaele Mezzoni e Antonio Milo.