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Operazione antidroga Fucino, intercettazioni shock: le spese legali dovevano essere pagate dalla Camorra

Avezzano. Le spese legali degli indagati locali dovevano essere pagate dalla Camorra. E’ quanto emerge dalle intercettazioni nell’operazione antidroga che ha portato all’arresto di 8 persone eseguiti dai carabinieri per associazione finalizzata alla coltivazione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti, su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale dell’Aquila, a firma del giudice Guendalina Buccella, e richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo.

Gli arresti hanno interessato Romeo Pane, Antonio Criscuolo, Pasquale Di Nola, Diodato Di Martino, Carmine Di Lorenzo, Antonino Di Lorenzo, Ciro Gargiulo, nonché di quella degli arresti domiciliari nei confronti di Anna Scotto Di Gregorio. Le intercettazioni telefoniche, secondo l’accusa, forniscono “gravi indizi di colpevolezza e il contenuto delle stesse risulta inequivoco e non suscettibile di diversa interpretazione.

Le indagini nascono il 28 settembre 2016 quando le forze dell’ordine, “venute a conoscenza dell’esistenza di una coltivazione di marijuana in un terreno nella Marsica, espletati una serie di servizi di osservazione (nell’ambito dei quali individuavano coloro che personalmente curavano la piantagione), procedevano alla perquisizione dell’abitazione di Gianfranco Scipioni, all’interno della quale rinvenivano e sequestravano una busta di colore rosso, con all’interno tre buste trasparenti contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana di peso pari a circa 1,5 kg, consegnata spontaneamente da Casillo Veronica, figlia di Anna Scotto, compagna di Scipioni. La ragazza, poi, nell’interrogatorio di garanzia riferirà di aver prelevato lo stupefacente, per curiosità, dai locali a servizio della piantagione”.

Quel giorno, le forze dell’ordine, secondo quanto riportato nell’ordinanza, “si recavano sul posto della piantagione, dove accertavano la presenza di un’ampia coltivazione, all’apparenza di mais, ma di fatto, di marijuana, celata tra le piante della prima coltura. In prossimità e a sevizio dei campi, riscontravano la presenza di due costruzioni, un capannone di colore rosso in muratura di grandi dimensioni ed una struttura in lamiera, all’interno dei quali, le forze dell’ordine rinvenivano e sequestravano consistenti quantitativi di marijuana in corso di essiccazione’, disposta in file e appesa con del ferro, oltre che attrezzatura per la lavorazione della stessa (cesoie, grembiuli e cassette). Gli operanti, quindi, procedevano all’arresto di Veronica Casillo e di Gianfranco Scipioni mentre nei confronti di Gennaro Casillo, resosi nel frattempo irreperibile, veniva emesso un decreto di fermo, che veniva eseguito solo i1 31 gennaio 2017”.

Le intercettazioni e gli accertamenti successivamente espletati dalle forze dell’ordine consentivano di risalire agli indagati, fornendo riscontro del concorso di costoro nell’illecita attività di coltivazione. “Le conversazioni sulle utenze in uso a Veronica Casillo e, soprattutto, a Scotto Di Gregorio”, si legge nell’ordinanza, “rivelavano immediatamente, non solo il diretto coinvolgimento delle due donne, ma anche che l’attività in questione fosse stata organizzata e finanziata da personaggi dell’area campana, dediti a tale tipo di operazioni. In particolare, la donna si prodigava alla ricerca dei denaro necessario per le spese legali dello Scipioni, che, reputava, dovessero essere sostenute da altri, come tipicamente avviene all’interno dei sodalizi criminali, nel caso di arresto di taluni sodali”.