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Nuovi esuberi alla Coca Cola di Oricola, si teme anche per il futuro della Santa Croce

Oricola. L’ondata di tagli messa in atto dalla Coca Cola non risparmia lo stabilimento di Oricola. L’unico sito della bevanda più bevuta al mondo rimasto aperto in Abruzzo rischia di subire una riduzione dei dipendenti che preoccupa le parti sociali. Dopo il taglio attuato lo scorso anno, che ha visto protagonisti 40 dipendenti, ci risiamo. “Ci è stato comunicato per ora solo che ci saranno dei tagli”, ha commentato Marcello Pagliaroli, segretario provinciale Flai-Cgil, “non sappiamo però quanti dipendenti verranno coinvolti. C’è una trattativa aperta al livello nazionale, attendiamo comunicazioni ufficiali dalla casa madre”. Il taglio in tutta Italia dovrebbe riguardare 249 operai, parte dei quali negli stabilimenti del nord Italia. Alcuni mesi fa la company annunciò che 43 dei 150 dipendenti dovevano lasciare il sito industriale della Piana del Cavaliere. Ai lavoratori in esubero, poi, venne data Coca Cola Oricolal’opportunità di decidere se accettare 35mila euro e lasciare l’azienda o rimanere passando però alle dipendenze della Number One che gestirà il settore logistico. Ora la situazione si ripete e ancora non è chiaro come andrà a finire. Ci sono molti dubbi anche sulla vertenza Santa Croce. Gli oltre 70 dipendenti da dicembre non percepiscono i fondi della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà entrati in vigore dal primo aprile. Non si sa di chi sia la responsabilità per questo, al termine di un incontro tra l’azienda e le parti sociali, è stato deciso di andare a fondo alla vicenda a tutela dei dipendenti. “Nel tavolo è stata presentata la situazione degli operai della Santa Croce”, ha precisato Leonardo Lippa, Uila – Uil, “purtroppo non si riesce a capire se la mancata erogazione dei fondi sia da attribuire al ministero del Lavoro oppure all’Inps. Ci siamo presi del tempo per scoprire di chi sia questa responsabilità prima di rivederci per un nuovo incontro”.