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Nuovi cieli e nuova terra, presentata a Pescina l’ultima opera del dottor Antonio Di Legge (galleria)

Pescina. Qualche giorno fa, nella co-cattedrale di Santa Maria delle Grazie, è stata benedetta l’ultima opera del maestro Antonio Di Legge, intitolata “nuovi cieli e nuova terra”, donata tramite il Priore Giovanni Sforza alla Confraternita del Santissimo Sacramento.

Il dottor Di Legge, che nell’arte usa lo pseudonimo Ninni Nomo, aveva già realizzato in passato diverse opere d’arte, tra cui “tenerezza” (2000), “la madre” (2012), “il sacrificio compiuto” (2015) e “il mandato” (2017) e dedicato diverse poesie al suo paese natale, Pescina. In quest’opera il dottor Di Legge spiega di averne curato l’ambientazione immaginando l’offerta che Cristo fa del suo corpo e del suo sangue per l’umanità. Sono due i particolari che, a prima vista, catturano lo sguardo dell’osservatore: “La Diga” da cui cade un’acqua limpida, scrosciante e spumosa e la rocca, simbolo emblematico per l’autore che ha sempre caratterizzato Pescina e che esprimono la Vita (l’acqua) e la Fede (la rocca). Per il resto è stato preso spunto da Sant’Agostino, il quale diceva che la storia dell’umanità è da compararsi alla storia di due città perennemente in conflitto tra loro: la Città di Dio, fondata sull’ Amore e abitata dai giusti, dagli eletti e da coloro che hanno ricevuto la Grazia, e la città terrena fondata sull’ amore di sé e abitata da chi è abbandonato alla sua disgrazia. Queste due città per l’autore sono il cuore, la città di Dio, e la mente, città terrena. Su un messaggio evangelico in particolare si è soffermato Di Legge “Chi ha orecchie per intendere intenda”. Un messaggio particolare, molto selettivo ma altrettanto istruttivo. Quella provocazione invita ad isolare l’amor proprio o egoismo, fonte di ingiustizia e di perenne competizione, per dare risalto all’Amore, alla giustizia ed alla fratellanza che è come trasferire il cuore dalla gabbia toracica nella scatola cranica per creare sintonia tra cuore e mente.

Cristo ha incarnato questa sintonia cuore e mente fino al sacrificio sulla croce sottolineando come anche la morte sottostà alla legge della sintonia cuore e mente. Questo è anche il compito di ogni essere umano, quello di costruire un solido ponte tra l’intelletto ed il cuore e vivere finalmente la felicità tanto agognata. Solo così, insegna Gesù, si possono ottenere i nuovi cieli e la nuova terra come Egli ha fatto con i suoi dodici apostoli educandoli al suo nuovo messaggio d’amore. Con quell’offerta egli ha costruito la nuova Gerusalemme su dodici colonne come fece Salomone col tempio in pietra; dodici teste rinnovate e quindi i nuovi cieli che accettando e praticando gli insegnamenti di Gesù fanno emergere, da un infinito molto nebuloso, una rinnovata terra. E, allo stesso modo che Salomone fece realizzare il Tempio in pietra a Gerusalemme
su dodici colonne, Egli costruisce la Nuova Gerusalemme utilizzando come colonne quei dodici che, colti da stupore come nell’ opera, rappresentano il Popolo di Dio. “E ho guardato, e ho visto l’Agnello in piedi sul Monte Sion , e con Lui centoquarantaquattromila, con il nome di Suo Padre scritto sulla fronte (gli obbediscono e hanno il Suo spirito in loro)” ( Apocalisse 14: 1). 12000 per ognuna delle 12 tribù, da cui: 12000
x 12 = 144000. Chi ha orecchie per intendere intenda.