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Non ci sono ombre sulla cooperativa sociale Lybra, ingiustamente accusata di turbativa d’asta

Capistrello. Dopo sei anni di indagini, avviate a seguito di un affidamento diretto da parte del Comune di Capistrello, la cooperativa sociale Lybra e il presidente Augusto Bisegna sono risultati completamente estranei ai
fatti contestati. “Purtroppo, però, “il paese è piccolo e la gente mormora”; ed in questi anni di mormorii ce ne sono stati tanti, troppi”, ha spiegato Bisegna, “il nome della cooperativa è stato affiancato spesso a chissà quali intrecci e loschi affari. Lybra, invece, ad oggi è una delle poche cooperative sociali di inserimento lavorativo presenti nella provincia de L’Aquila. Da circa 6 anni sfidiamo la crisi occupazionale attraverso la cooperazione sociale, abbiamo quattro soci che lavorano permanentemente e, nello stesso periodo, abbiamo attivato borse
lavoro, partecipato a diversi progetti di sviluppo territoriale, gestito un’attività commerciale e svolto a titolo
gratuito anche una serie di piccole manutenzioni per i Comuni partner (www.coopsocialelybra.it per il
dettaglio dei progetti).

Come presidente della cooperativa e rappresentante legale, incarico che ricoprivo a titolo del tutto gratuito, fui costretto, anche a causa di un articolo in cui il mio nome e quello della cooperativa venivano messi in bella evidenza (Il Centro, il 17 dicembre 2015), a presentare una lettera al sindacato nazionale per cui lavoro, chiedendo di valutare una mia eventuale sospensione in attesa di giudizio. In quei giorni si erano
infatti scatenati alcuni commentatori anonimi che non risparmiavano illazioni ed accuse, mettendo in
discussione anche la mia sfera strettamente personale, sia lavorativa che familiare. Ora potremmo prendere spunto dalla fine di questa vicenda giudiziaria per toglierci qualche sassolino dalle scarpe; potremmo chiedere conto a quanti, attraverso testimonianze allusive e prive di riscontro, si sono permessi di gettare discredito sulla nostra cooperativa; potremmo addentrarci sulle cifre, chiarendo come con un affidamento diretto da 31.000 Euro siamo riusciti a far lavorare 4 persone per un totale di 3500 ore annue, esattamente il contrario di un danno erariale!
Ma sarebbe sbagliato.

Preferiamo restare fedeli ai valori ed all’ispirazione di fondo che ci hanno sempre
mossi. Il nome del nostro primo progetto era “Equilibri sociali”, e come cooperativa sociale crediamo nella
positiva generatività dell’esempio e del lavoro che quotidianamente svolgiamo. La migliore risposta che
possiamo dare è quindi quella del perdono, in senso civile e pedagogico. Continuiamo a lavorare, allora. Il 17 settembre in collaborazione con diverse realtà del territorio stiamo organizzando una visita guidata all’Emissario di Claudio e ad Alba Fucens: siete tutti invitati a partecipare.
Ovviamente anche voi, grandi accusatori!