News in tempo reale

No del Comune alla moschea in paese, polemiche e tensioni a San Benedetto

San Benedetto. Niente autorizzazione dal comune per l’apertura della moschea. Perplessità tra gli stranieri di religione islamica che chiedono spiegazioni sull’accaduto. A sollevare la problematica è stato il presidente della numerosa comunità islamica, Samiri El Haj, che è stato ricevuto dal sindaco Quirino D’Orazio, per discutere sulla questione. Non c’è stata data dal Comune l’autorizzazione per il cambiamento di destinazione d’uso di una struttura idonea in periferia. Per il sindaco, come riportato dal Centro di questa mattina, non sarebbe “pervenuta nessuna richiesta ufficiale per l’apertura di una moschea in paese” e il sindaco sostiene di “non aver peso alcuna decisione in merito proprio perché non ci sono domande protocollate in Comune”. Ha aggiunto poi che “qualora dovesse arrivare la richiesta da parte dell’associazione islamica che si è costituita decideremo il da farsi”. Moschea
Intanto la richiesta di apertura della moschea resta aperta e in attesa, ci sono oltre alle 240 persone di religione islamica a San Benedetto, anche le oltre 5.000 della Marsica che attendono l’evoluzione della vicenda. Fino a ora nella Marsica le moschee sono ad Avezzano, Trasacco, Lecce nei Marsi e Luco dei Marsi.
In sostanza, la richiesta di cambio destinazione d’uso della struttura individuata, non è stata concessa. “Abbiamo già costituito anche a San Benedetto l’associazione per avviare il centro culturale e per realizzare quindi la moschea, dove tutti avrebbero la possibilità di pregare”, spiega, “abbiamo anche individuato un locale adatto vicino al nucleo artigianale del paese che prima era un laboratorio per la trasformazione e la lavorazione di carni”. Il presidente si chiede come mai questa preclusione da parte dell’amministrazione comunale e lamenta anche un presunto “accanimento” da parte del primo cittadino per “il diniego di esporre la frutta fuori dal mio negozio quando ovunque ci sono fruttivendoli che negli orari di apertura mostrano la frutta davanti all’attività commerciale”. La tensione resta alta perché negli ultimi tempi in paese hanno tenuto banco le vicende di criminalità che hanno creato attrito tra residenti di nazionalità marocchina e che ha portato all’arresto di alcuni locali e al ferimento di altri marocchini.