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No al consiglio pre-elettorale ad Avezzano, opposizione e parte della maggioranza scelgono il rinvio

Avezzano. Il consiglio comunale si farà dopo le elezioni. A proporlo, ieri, durante la commissione capi gruppo sono stati i consiglieri di opposizione Roberto Verdecchia e Mario Babbo che, dopo aver esaminato attentamente i punti all’ordine del giorno tra cui c’erano le varianti del piano regolatore e l’affidamento di alcuni servizi all’Urban center, hanno lanciato l’idea. Intorno al tavolo dei rappresentanti dei gruppi di maggioranza e opposizione c’erano, oltre a Verdecchia e Babbo, Vincenzo Ridolfi per i civici, Arianna Stati per la Lega, Alberto Lamorgese per Partecipazione popolare, Giancarlo Cipollone per Forza Italia, Maurizio Gentile per Avezzano popolare e Gabriele Tudico per il gruppo misto. Assente l’Udc che, dopo la bufera elettorale e il passo indietro dei candidati Lino Cipollone e Iride Cosimati, ha disertato la riunione.
Su proposta del presidente del consiglio comunale Cosimati sono state subito prese in esame le date alternative del consiglio comunale: 6 febbraio (in prima convocazione) e 9 febbraio (in seconda convocazione). Il consigliere Babbo ha evidenziato la non necessità di un consiglio comunale a ridosso e nella settimana delle elezioni, su tre punti banali che costituivano una inutile perdita di tempo e un punto incisivo quale l’approvazione della variante del piano regolatore che in realtà era l’unico degno di attenzione per la città. Con l’ok del consiglio, infatti, sarebbero state affidate diverse mansioni del settore Urbanistica nelle mani dell’Urban center.
“Alla votazione si sono aperte le crepe pre-elettorali”, ha commentato Verrecchia, “visto che alla nostra proposta di non fare il consiglio, si sono uniti Tudico, Lamorgese e Stati. Astenuto Ridolfi e favorevoli Cipollone e Gentile”. Alla fine il no al consiglio comunale prima del 10 febbraio ha trionfato grazie soprattutto all’appoggio dei rappresentanti della maggioranza che di fatto hanno voltato le spalle alla presidente Cosimati la quale, subito dopo la capi gruppo, ha chiesto un riunione di maggioranza per esaminare l’accaduto.  
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