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Protezione civile, da 3 anni senza fondi. Regione sotto accusa: costretti a pagarci anche i bolli

Tagliacozzo. Anche il Nucleo operativo volontari della Protezione civile di Tagliacozzo interviene nella polemica scatenata il 13 novembre dai responsabili delle Associazioni del Teramano. In quell’occasione, si chiedeva alla Regione Abruzzo di provvedere all’erogazione dei contributi del 2012, che non sono stati ancora versati.
“La nostra situazione è persino più grave,” dichiara Christian Rossi, Presidente del Novpc di Tagliacozzo, “in quanto noi non abbiamo percepito neanche i contributi dell’anno 2011. I dirigenti regionali, più volte contattati personalmente e via e-mail, hanno fornito solo spiegazioni evasive”. Poi, a giugno, è arrivato il sollecito da parte di un avvocato, rimasto però senza risposta. “È evidente” continua Christian Rossi, “che la nostra opera di volontariato non può continuare in questa situazione. Non abbiamo più risorse per coprire i bolli, assicurazioni e carburanti dei veicoli e le assicurazioni dei nostri membri”. Incendio Cappelle Protezione civile Tagliacozzo  (2)
Il problema è delicato, in considerazione del fatto che le emergenze sembrano ormai all’ordine del giorno e che ai volontari di protezione civile viene chiesto un impegno massimo e rigoroso.
Il Novpc di Tagliacozzo, nonostante la mancata erogazione dei fondi, ha fronteggiato l’emergenza neve nel 2012 e nello stesso anno ha assicurato il servizio anticendio boschivo in cooperazione con il Corpo Forestale dello Stato (supporto servizio Nos).
Nell’estate del 2013, invece, le spese del carburante per la campagna anticendi sono state coperte grazie a una donazione privata da parte di un malato in dialisi che veniva accompagnato dai volontari in ospedale.
La situazione, insomma, sembra più grave del previsto, e secondo Rossi, “resta l’amarezza nel dover constatare la mancanza di interessamento da parte della Regione Abruzzo ad un problema che coinvolge l’intera cittadinanza”.
I volontari, che svolgono un’opera preziosa sul nostro territorio, esprimono preoccupazione per le possibili conseguenze sulla popolazione e sulla capacità operativa assai ridotta.