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Neurochirurgia ancora chiusa, il nuovo medico messo in stand-by e il sindacato non ci vede chiaro

Avezzano. “Nella vicenda riguardante la riapertura di Neurochirurgia di Avezzano qualcosa non quadra, soprattutto sulla mancata entrata in servizio nel nuovo neurochirurgo appena assunto”. Sul caso che sta suscitando perplessità da mesi, prende posizione Antonio Santilli, segretario provinciale della Nursind L’Aquila che annuncia approfondimenti sulla questione. La singolare situazione che sta interessando il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano, chiuso a luglio dal primario dell’Aquila Renato Galzio in modo provvisorio e mai riaperto, sembra non  fermarsi mai. Nonostante le promesse, le rassicurazioni e addirittura i provvedimenti del consiglio regionale che ha votato per la riapertura alcuni mesi fa, la situazione è rimasta in fase di stallo e la riapertura sembra soltanto un miraggio. La notizia dell’arrivo del nuovo medico che ha regolarmente ottenuto l’abilitazione, ma che non è stato messo in servizio lasciando il reparto ancora chiuso, ha suscitato grande clamore.

Il direttore della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila, Rinaldo Tordera, ha affermato che il nuovo neurochirurgo è impegnato con l’azienda sanitaria di provenienza e per questo non è ancora entrato in servizio poiché non avrebbe ottenuto il nullaosta dalla Asl a cui fa attualmente riferimento. Ma dalla segreteria del sindacato provinciale delle professioni infermieristiche spiegano che le cose non funzionano così e che non ci vedono chiaro sul caso. “Il medico è stato chiamato in urgenza”, afferma Santilli, “e quindi alla luce dell’abilitazione avvenuta con esito positivo deve entrare in servizio urgentemente. Non comprendiamo ora per quale motivo sia stato concesso dalla Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila un posticipo al suo arrivo. Il professionista assunto, solitamente deve dare il suo assenso e dopo la visita e l’idoneità deve entrare in servizio in breve tempo. Il candidato infatti deve ottemperare entro un mese al nuovo incarico, soprattutto in un caso di urgenza come quello in questione. Per questi motivi”, sottolinea il sindacalista, “qualcosa non ci quadra su questa vicenda. Come sempre questa azienda sanitaria non si comporta in modo consono alla normalità e agisce senza rispettare le regole. Non vorrei che ci fosse un chiaro intento di ritardare l’entrata in servizio del neurochirurgo. Se il candidato non vuol venire, infatti, si passa a quello successivo. Approfondiremo la questione per capire meglio quello che sta accadendo ad Avezzano”.