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Nasiriyya dieci anni dopo, quando ricordi e dolore si incontrano

Dieci anni da quel triste giorno. Da quando si realizzò concretamente l’idea che quella che chiamavano Missione di Pace, peacekeeping, altro non era che una guerra di un popolo diviso, che vedeva e vede ancora questa missione come un’intrusione. Alle ore 10:40 ora locale due palazzine in cui risiedono i carabinieri e i militari del contingente che fa parte dell’operazione “Antica Babilonia”, vengono sventrate dall’attacco di due kamikaze a bordo di un camion cisterna pieno di esplosivo, tra i 150 ed i 300 chili. Gli attentatori vengono inizialmente “fermati da difese esterne” costituite da reti e fili spinati e poi dal Carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, che riesce ad uccidere i due attentatori suicidi, evitando così una strage di più ampie proporzioni, che però provoca l’esplosione del deposito munizioni.Eroi di Nassirya Nassiryya
Sono gli stessi Carabinieri a prestare i primi soccorsi. Nell’esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nasiriyya (Nassirya) da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.
Gli italiani avevano già dovuto affrontare episodi di ostilità a Nassiriya (Nassirya) ma quello del 12 novembre 2013 è un evento che sconvolge l’Italia intera, per tutti quei “ragazzi” che per valore e credo, onorano la bandiera italiana in ogni parte del mondo dove la libertà e la democrazia sono ancora una conquista che si ottiene e paga col sangue!
E poi i funerali di stato. Roma e l’Italia che rendono doveroso omaggio a questi ragazzi e ai sopravvissuti. Cinquecentomila persone nella camera ardente allestita al Vittoriano; cinquantamila, quelle che hanno partecipato ai funerali dentro e fuori la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Immagini e lacrime che non si possono né devono dimenticare, perché sono la storia di un paese e dell’Arma dei Carabinieri. Alessandra D’Andrea

L’attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono:
•i carabinieri
•Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
•Giovanni Cavallaro, sottotenente
•Giuseppe Coletta, brigadiere
•Andrea Filippa, appuntato
•Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
•Daniele Ghione, maresciallo capo
•Horacio Majorana, appuntato
•Ivan Ghitti, brigadiere
•Domenico Intravaia, vice brigadiere
•Filippo Merlino, sottotenente
•Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
•Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante
•i militari dell’esercito
•Massimo Ficuciello, capitano
•Silvio Olla, maresciallo capo
•Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
•Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
•Pietro Petrucci, caporal maggiore
•i civili
•Marco Beci, cooperatore internazionale
•Stefano Rolla, regista
Nell’azione sono rimaste ferite altre persone:
•i carabinieri
•tenente Riccardo Ponzone,
•maresciallo A.s.UPS Vittorio De Rasis,
•maresciallo Ca. Maurizio Lucchesi,
•maresciallo O. Antonio Lombardo,
•maresciallo Marilena Iacobini,
•maresciallo Riccardo Saccottelli,
•brigadiere Maurizio Bissoli,
•brigadiere Cosimo Visconti,
•vicebrigadiere Paolo Di Giovanni,
•vicebrigadiere Fabio Fedeli,
•vicebrigadiere Roberto Gigli,
•vicebrigadiere Pietro Livieri,
•appuntato scelto Antonio Altavilla,
•appuntato scelto Marco Pinna,
•appuntato scelto Roberto Ramazzotti,
•appuntato Ivan Buia,
•appuntato Agostino Buono,
•carabiniere scelto Mario Alberto Calderone,
•carabiniere scelto Matteo Stefanelli
•i civili
•Aureliano Amadei, aiuto regista di Stefano Rolla.