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Muore in clinica 60enne marsicano subito dopo un intervento di routine, la procura di Avezzano apre un’inchiesta

Avezzano. Muore in clinica a 60 anni dopo  un intervento di routine. La procura di Avezzano apre un’inchiesta sul caso per fare luce sull’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

La vittima è Marco Antonucci,  di Tagliacozzo, dipendente dell’Enel. Aveva 59 anni e lascia i figli Erika e Francesco e la moglie Eva, che gestisce un negozio di prodotti alimentari a Tagliacozzo. La magistratura ha disposto un accertamento sul corpo del paziente dopo la denuncia dei familiari. Sul caso sono in corso indagini dei carabinieri della compagnia di Avezzano. L’autopsia sarà eseguita domani, martedì, all’obitorio di Avezzano.

Secondo una prima ricostruzione, il 59enne, originario di Corfinio ma da anni residente a Tagliacozzo con la sua famiglia, aveva programmato un intervento chirurgico di emorroidi alla clinica L’Immacolata di Celano. Era stato ricoverato e dopo gli accertamenti di routine era stato sottoposto a un’anestesia lombare per poi subire l’intervento. Tutto era andato per il verso giusto e il paziente era sveglio e vigile.

Una complicazione però scompiglia il quadro clinico. Il paziente infatti avverte un forte dolore al petto e dopo poco tempo, nonostante i tentativi di rianimazione e di defibrillazione, muore. Si parla di un infarto. L’accaduto sembra assurdo, una coincidenza incredibile. Così i familiari decidono di chiedere risposte più certe, presentano una denuncia ai carabinieri della stazione di Celano e scatta l’inchiesta. Ora le indagini dovranno fare luce su una morte che chi amava Marco Antonucci fa fatica ad accettare.

Parlano dalla clinica  di una tragica fatalità spiegando che  ci sono stati interventi immediati per rianimare il paziente. “Siamo vicini alla famiglia”, ha dichiarato al Centro Giovanni Iacutone, direttore sanitario della Casa di cura L’Immacolata di Celano,  “è stato fatto il possibile per salvarlo. In questo momento si possono fare tante congetture sul caso”, ha aggiunto, “ma l’autopsia certamente chiarirà le cose”.

Il giorno prima dell’operazione chirurgica, quello che credeva solo un banale intervento di routine, aveva postato sul suo profilo Facebook una frase dedicata al mare e ai sogni: “Ho un debole per il mare: raccoglie i miei pensieri e li trasforma in splendidi colori”. Lascia di sé un ricordo di una persona solare, ottimista, appassionato della vita, buon padre di famiglia e marito amorevole, lavoratore serio e di sani principi. La data dei funerali non è stata ancora stabilita. Probabilmente sarà fissata subito dopo l’esame tecnico sul corpo, quando la salma sarà messa a disposizione dei familiari, di amici e parenti per l’allestimento della camera ardente.

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