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“Multicultura” nella XXXVII Rassegna del Folklore, danze, canti e amore per la terra

Tagliacozzo. Si è concluso domenica sera, uno degli eventi culturali più storici della “Città d’arte” di Tagliacozzo. Per il trentasettesimo anno, si è svolta sul palco di Piazza Obelisco, la Rassegna del Folklore, organizzata dal “Corale Luigi Venturini della maestra Elisa Blasetti”. Sin dalla prima edizione, la rassegna ha rappresentato un appuntamento fondamentale per il progresso turistico della città, abbracciando gruppi di danza, ballo e folklore appunto, provenienti da tutto il mondo. Allargando sempre gli orizzonti in una mentalità che va oltre la tipica e alta roccia dei monti che chiudono la cittadina, anche quest’anno sono giunti ad allietare il pubblico estivo artisti provenienti da diversi Paesi e Continenti: tra sabato e domenica, si sono esibiti sul palco danzatrici e musici del Coros y Danzas de Ronda  della Spagna, il Balé Folklorico da Amazonia del Brasile, “I Guje”, di Guglionesi, in provincia di Campobasso. Il Folk Ensemble Bagrati dalla Geogia, “La Compagnia degli Zanni” di Pescorocchiano, provincia di Rieti, ed infine gli Indlondo Zulu Dancers, dal Sud Africa che hanno concluso lo spettacolo. Sicuramente, tra le file del pubblico, si è avvertito “un deciso rialzo delle temperature”, quando brasiliani e sudafricani, in pochi minuti, hanno cercato di riprodurre il calore delle loro terre d’origini, tramite i loro tipici canti, balli e acrobazie. Goliardica e particolare, la rappresentazione dei membri della Georgia che secondo gli abiti e i costumi tradizionali del loro paese, hanno rappresentato uno spettacolo scenografico decisamente suggestivo. “Fin dai mesi invernali, prepariamo la migliore accoglienza possibile per i gruppi che saranno protagonisti dei due giorni dedicati al folklore”, commentano gli organizzatori del Corale Venturini, “come da tradizione, nell’ultimo fine settimana di luglio, oltre a provare i brani per l’assaggio di spettacolo da offrire, come da usanza consolidata, all’apertura della serata del sabato”. In conclusione, “tutto ciò perché si è consapevoli che, attraverso questa preparazione, passano importanti messaggi quali quelli dell’amore per la propria terra, della fierezza della propria identità, del rispetto delle diversità e della condivisione di emozioni. In una sola parola di Pace”. Un evento “multiculturale”, che con gli anni è divenuto tradizione, riuscendo ad aprire la città a un turismo mondiale. Una manifestazione di pluri-identità a confronto sullo stesso palco. Identità che non si scontrano, ma si confrontano, incontrandosi nell’universale amore per l’arte, la danza, il canto e soprattutto per la terra madre. @RaffaeleCastiglioneMorelli