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Morto per la rottura dell’aorta dopo 2 giorni dal ricovero, sarebbe questa la causa del decesso del barista marsicano

Avezzano. Sarebbe morto a causa della rottura dell’aorta. E’ questa l’ipotesi emersa dall’autopsia sul corpo di Mino Porcelli, 63 anni, il barista di Luco dei Marsi, da anni gestore del bar di via Cavalieri di Vittorio Veneto ad Avezzano. E’ stata eseguita  dal medico legale Cristian D’Ovidio, consulente della procura della Repubblica di Avezzano.

Una causa  legata quindi a un aneurisma e di conseguenza alla rottura dell’aorta. Per avere certezze sarà necessario attendere la relazione dell’anatomopatologo che ha eseguito gli accertamenti sul corpo del barista di Luco. La sua morte è avvenuta sabato, dopo 36 ore dal ricovero in pronto soccorso nel reparto di osservazione breve. I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Avezzano, coordinati dal comandante Bruno Tarantini, hanno sequestrato le cartelle cliniche.

Sono state già raccolte anche alcune testimonianze e secondo la ricostruzione, l’uomo è arrivato in pronto soccorso giovedì pomeriggio, accompagnato dalla moglie Ernesta, a causa di un malessere generale e un forte dolore retrosternale. Dopo i primi accertamenti in pronto soccorso è stato trasferito nel reparto di osservazione breve dove è rimasto diverse ore sottoposto a ulteriori analisi.

Più tardi il 63enne ha avuto di nuovo un peggioramento. Avrebbe chiesto di poter andare in bagno e, infine, si è accasciato ed è morto sabato mattina. Poche ore dopo i fratelli della vittima si sono recati alla caserma di Avezzano e hanno presentato una denuncia. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Maurizio Maria Cerrato. Per il momento il fascicolo è contro ignoti.

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