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Morte di Sara, arrestato il marocchino accusato di omicidio stradale

È stato raggiunto dai carabinieri in ospedale che gli hanno notificato il provvedimento

L’Aquila. E’ stato arrestato dopo cinque giorni. I militari della stazione dei carabinieri di Cerchio hanno arrestato per omicidio stradale il cittadino marocchino coinvolto nell’incidente avvenuto lungo la  Tiburtina Valeria  giovedì, in cui ha perso la vita la giovane Sara Sforza, 23 anni.

Il giudice per le indagini preliminari, Anna Carla Mastelli, su richiesta del Procuratore della Repubblica  Andrea Padalino che ha coordinato l’attività investigativa svolta dai carabinieri di Avezzano concordandone pienamente gli esiti, ha emesso nei confronti di  Jarrar Ayoub, 25 anni, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha raggiunto l’uomo mentre è ancora ricoverato all’ospedale dell’Aquila.

Le indagini, compresi i rilievi e gli interrogatori dei testimoni, hanno consentito di ricostruire meticolosamente gli attimi dell’incidente in cui Jarrar, a bordo di una Alfa Romeo 159, in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, dopo una serie di sorpassi ad alta velocità, in un tratto di strada ascendente e con linea continua, impattava violentemente contro la Renault Twingo che procedeva nel senso opposto, condotta da Sara Sforza causando anche il ferimento del suo fidanzato.

L’uomo, non appena sarà dimesso dal reparto di chirurgia maxillo facciale dell’Aquila, sarà rinchiuso nel carcere di Avezzano per rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei giorni scorsi sono state molto accese le polemiche legate al mancato arresto, tanto  da scatenare anche le reazioni dei leader politici nazionali, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni.