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Mazzocchi e Di Micco lasciano la giunta, su loro incombe la Severino: impossibili incarichi futuri

Avezzano. Gli assessori Felicia Mazzocchi (Bilancio) e Rocco Di Micco (Cultura) lasciano la giunta, per loro non ci potrà essere nessun incarico sovracomunale. Verranno rassegnate questa mattina le dimissioni da assessori da parte di Mazzocchi e Di Micco membri della giunta De Angelis 2.0. Dopo le numerose frizioni nate subito dopo il riassetto della maggioranza alla luce della sentenza del consiglio di Stato sull’Anatra zoppa il primo cittadino, Gabriele De Angelis, è corso ai ripari e ha ricostruito una nuova squadra con esponenti dei vecchi alleati e dei nuovi.

La Mazzocchi è rimasta sulla sua poltrona in rappresentanza di Avezzano popolare, mentre Di Micco, candidato con la coalizione del sindaco uscente Gianni Di Pangrazio, è salito in giunta in quota Udc. La ricomposizione della giunta però ha fatto molto discutere e ha rischiato di mandare di nuovo tutto a monte soprattutto per la presa di posizione dei civici che hanno chiesto a gran voce dei rappresentanti nell’esecutivo.

Da qui è nata la necessità di una nuova giunta che verrà formata nelle prossime ore. In pole position ci sono Renata Silvagni e Pierluigi Di Stefano, già consigliere comunale uscito dopo la sentenza del consiglio di Stato. Dovrebbero essere loro a prendere il posto di Mazzocchi e Di Micco che ieri, intervenendo in consiglio, hanno confermato la loro uscita di scena. Il sindaco De Angelis, ringraziandoli per essersi “immolati” per la causa, ha assicurato che per loro ci sarà un ruolo nella macchina amministrativa della città.

Per la Mazzocchi si era parlato di un posto al Consorzio acquedottistico marsicano, nel quale fa parte dell’organo di vigilanza in qualità di delegata dell’amministrazione di Avezzano. Mentre per Di Micco dell’Urban center che sta prendendo forma in città. Ma sia nell’uno, sia nell’altro caso, in base a quanto previsto dalla legge numero 39 del 2013, meglio conosciuta come legge Severino, ci sarebbe un problema di inconferibilità. Secondo il decreto delle pubbliche amministrazioni, infatti, chi ha ricoperto ruoli istituzionali per un anno non può sedere sulle poltrone di partecipate o società a controllo pubblico-privato. Di fatto, quindi, il reinserimento degli ormai ex assessori annunciato da De Angelis potrebbe non essere realizzabile.