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Mascherine per adulti consegnate alla Primaria: i disagi del rientro a scuola tra positività, richieste di tamponi e dispositivi inadeguati

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Avezzano. Caos mascherine per bambini a scuola. All’indomani del rientro sui banchi degli studenti, post lunghe vacanze natalizie, già molte classi sono decimate da nuovi positivi al covid19. E allora partono i nuovi protocolli, tra quarantene, isolamento fiduciario, vaccini e uso rigoroso di mascherine che arrivano direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Insomma, a sommi capi, è questo lo scenario in cui spesso si perdono i genitori, per far frequentare in presenza la scuola ai propri figli.

Ieri in un plesso scolastico di Avezzano sono stati consegnati a ogni bambino, tre pacchi di mascherine. Risultano però essere per adulti e pertanto enormi per bambini delle Primarie.

Imbarazzati i genitori, una volta visti i pacchi negli zaini dei bambini (si tratta di 30 mascherine) hanno avviato il tam tam dei messaggi sulle chat di whatsapp, rimbalzato tra rappresentanti di classe e insegnati, per far notare che un bimbo di seconda elementare, ad esempio, per proteggersi da un eventuale contagio covid, non può usare un dispositivo del genere.

I disagi per molti genitori lavoratori sono legati anche all’annuncio degli insegnanti di casi di positività degli studenti. In quanto in serata si può verificare il caso in cui si richieda ai genitori l’ingresso a scuola con il bambino, il giorno dopo, che ha già eseguito un tampone che accerti negatività. Ieri sera, ad esempio, il caso è stato: “Altrimenti rientrano direttamente lunedì”.

Si parla di scuola dell’obbligo, quella che forma i giovani studenti per il resto della propria vita, quella già fortemente danneggiata da lockdown e mancanza di digitalizzazione nella scuola primaria, all’inizio dell’emergenza sanitaria.

Le regole cambiano di continuo, i decreti pure e le mascherine anche, a quanto pare.

Prima o poi se ne uscirà, si spera. Il problema rimane che i ritardi li subiscono i più piccoli, quelli ai quali si dovrebbe garantire un futuro senza lacune. Almeno nell’istruzione.

 

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