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Marsica Nuova – cronache dal passato: la società operaia, l’orologio, il cinematografo…

Marsica Nuova era un giornale creato nel 1918 dagli emigranti abruzzesi negli Stati Uniti, definito come “Organo ufficiale delle Federazione Luchese-Marsicana”. Il corrispondente, nonché direttore, era l’allora ventenne luchese Vincenzo Massari, che attraverso “Marsica Nuova” diede un importante punto di riferimento e d’informazione ai tanti emigranti abruzzesi, avidi di notizie della terra natia, che Massari alternava con chicche di interessante storia locale. Il giornale ebbe un grande successo, al punto che con oltre 10.000 abbonati si trasformò da mensile a settimanale. Le storie che vi proponiamo sono tratte dal sito coloradohistoricnewspapers.org, dove è possibile trovare scansionati i pdf originali, da cui abbiamo prelevato, rivisto e corretto le storie a nostro avviso più interessanti. Oggi vi proponiamo un estratto dal numero di luglio 1920, in cui si parla di alcuni eventi di cronaca luchese.

CRONACA DI LUCO NE’ MARSI: IL XX ANNIVERSARIO DELLA SOCIETÀ’ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO
Il 3 maggio nel vasto salone di questa Società Operaia ed Agricola di M.S. si svolse una simpatica festa sociale, cordiale e fraterna festa.
La Società volle commemorare con tale festa il 20.mo anniversario della sua fondazione. Sin dal mattino la ricorrenza era stata annunziata con fragorosi spari. Verso le 11 vi fu il corteo per il paese per il trasporto della bandiera alla sala sociale, opportunamente addobbata a festa. Vi era la rappresentanza anche della Sezione Combattenti con bandiera. Aperta la riunione l’ex tenente Menotti Bucci in rappresentanza del Presidente Cav. Paolo Ciocci, indisposto, pronunziò un forbito discorso d’occasione. Egli disse: “Una indisposizione persistente da alcuni giorni, costringe a letto il nostro beneamato presidente Cav. Paolo Ciocci, ciò che gli vieta, di partecipare oggi a questa festa di fratellanza e di concordia. Nondimeno dal suo cuore parte attraverso la mia voce un augurio fervente a solenne testimonianza del suo affetto per noi.
A questo augurio rispondiamo con un voto sincero: possa egli presto perfettamente ristabilirsi acciocché possa continuare la sua opera per il benessere indefettibile di questa Società che fu e sarà sempre l’accolta esemplare di tutte le coscienze libere e pure del nostro popolo. Sotto il vessillo di questo sodalizio battono oggi i nostri cuori; rivive la fedeltà al severo patto proposto, si ridesta la certezza nel compimento dell’opera. Ed io, l’ultimo associato eppur primo interprete dei sentimenti di tutti con voi saluto questa festa che è l’attestazione più pura e più profonda della nostra solidarietà. Saluto questo giorno di raccoglimento solenne ed imploro dall’alto un miraggio di potenza che venga a sciogliere quaggiù tutte le masnade di ribelli già da tempo vanno seminando sul suolo d’ltalia, fiamme di odio e di fuoco, ribellione e morte.
Nei giorni della grande sciagura, in cui non altro si chiedeva, se non l’atto unanime di volgere la fronte al nemico per difendere la nostra libertà, io serrando fra i miei denti, il più amaro silenzio corsi volenteroso a combattere, né mi dolsi mai delle mie sventure poiché compresi, come a ciascuno s’imponeva il duro compito di strappare al feroce avversario il predominio delle nostre terre. Né vorrei oggi parlare di sventure, se la mia parola non fosse per me e per voi un incitamento ed un voto, un invito a ravvisarci nella sfera d’azione della nostra vita per concepirne le condizioni in cui viviamo e di fissarci il dovere che dobbiamo compiere. La nostra Società deve inspirarsi al concetto che la disciplina del lavoro, più che con la violenza e le minacce, dev’essere tutelata con la tenace e costante resistenza contro i nemici dell’ordine. Solo quando tutte le menti sane e coscienti, si saranno fuse in un unico sentimento di solidarietà e di azione, si potrà addivenire alia restaurazione morale del nostro paese, cosi villanamente trascinato verso la discordia, da un manipolo quasi insignificante di sovvertitori, affamati unicamente d’ambizioni e della preoccupazione spassionata di particolari interessi di classe. È il mal seme d’ltalia, che ha smarrito ogni senso di equità e giustizia e che si scaglia contro gli apostoli della rettitudine facendo spesso preda sui corpi degli eroi che combatterono e vinsero. Oh che grande sconforto, o signori dover sopportare questa terribile (illeggibile)… dopo tanto smarrimento di sangue, qual dolore (testo illeggibile) …lette del nostro Paese potrà schiacciare le velleità e le speranze inconsulte dei nostri avversari e noi questa fusione la dobbiamo promuovere poiché sono convinto che tutti voi sentiate ripercuotere nel vostro cuore il sanguinoso squarcio dell’ltalia, gloriosa sì, ma screditata, fuori, perché svalutata dai suoi demolitori interni. Il dolore si domina con un solo proposito, ed è quello di fallire nella prova di redenzione cui ci dobbiamo accingere, e noi abbiamo ragione di non fallire poiché abbiamo al nostro sodalizio menti direttive così nobili e così coscienti che non indarno hanno il senso della propria responsabilità. La Sezione dell’Associazione dei Combattenti che con fraterna simpatia partecipa oggi a questa festa con una rappresentanza di valorosi, esprime anche a mio mezzo la propria volontà di fondere i sentimenti suoi con quelli che sono il coefficiente sommo delle nostre aspirazioni; ebbene salutiamo questi pionieri della gloria italiana e collaboriamo tenacemente, instancabilmente fra noi, onde si possa costituire la più formidabile coesione che freni il torrente torbido delle passioni e dei dissidi che gli avversari della pace, noti e ignoti minacciano di scatenare verso il cuore della Nazione. Il pregio del sacrificio è sempre in ragione direttamente proporzionale con la forza dell’uomo che lo compie, ebbene noi dobbiamo assolvere il dovere che ci incombe per coscienza e per umanità verso il nostro paese dalla cui indubbia bellezza naturale, assunge la vita questo valoroso e forte. Non dobbiamo, per virtù di giustizia, abbandonarlo al dominio degli incoscienti perché ne conseguirebbe un incosciente sfruttamento che distruggerebbe questa bellezza nella fornace non ancora spenta dell’odio che rugge e consuma. Siate avvinti in un solo sentimento, o signori, e auspicando alla redenzione dei popoli gettiamo in quella fornace per spegnere quella fiamma, il nostro grido d’entusiasmo. Evviva la Democrazia!” Terminato il discorso, lunghi e prolungati applausi coronarono di simpatie il Bucci. Alle 12 ebbe luogo un solenne banchetto nella sala sociale che si svolse fra la più schietta allegria e cordialità. Durante il pranzo vi furono brindisi pronunziati dal Direttore della Società sig. Giovanni Danese, dal Cassiere Gaetano Villante, dal Professore Angelo Proia e da Francesco Alfidi detto “il capoccia”, tutti applauditi fra i numerosi presenti.
Alle ore 15 ebbero luogo giochi popolari, cuccagne, corse di biciclette, corse di asini che diverti molto la popolazione. Alle 21 grande fiaccolata e spari di petardi e fuochi artificiali. Chiuse la festa un attraente spettacolo cinematografico.

RIPARAZIONE DEL CIMITERO
È stato concesso al nostro Comune il mutuo per la riparazione del cimitero. Si sono appaltati già i lavori, il cui importo è di 72 mila lire ed in essi troveranno lavoro tutti i nostri lavoratori.

L’OROLOGIO PUBBLICO
Dato che quello che si aveva perì miseramente insieme colla storica torre, si sta sistemando ora proprio nel prospetto del Palazzo Municipale il nuovo orologio pubblico, che guarda molto bene.

FESTE RELIGIOSE
Il 2 maggio ha avuto luogo la festa della Madonna della Libera, che in tempo di guerra era stata sospesa. Il concerto concittadino seguì scelta musica applaudita dal pubblico luchese. Vi furono luminarie elettriche della Ditta De Angelis, spari di petardi con solenne processione per il paese. Nel pomeriggio a cura di un gruppo di giovani, signori: Giuseppe Divella, Pasquale Mosca, Cesidio Angelucci, (postino) Francesco Marchi, Lidio Di Donato e Parisino Silvestri, si svolse una gara ciclistica sul percorso Luco-Trasacco-Avezzano e viceversa (Km. 30) vinta dal forte giovane Berardo Massaro di Giovanni, il quale si ebbe il premio di L. 100 e bandiera. Vinse il secondo premio di L. 50, il promettente giovinetto Tullio Venditti di Loreto, il terzo Alberto Zuffranieri in Lire 30. Divertente riuscì in Piazza Umberto I, la corsa dei sacchi, vinta dal giovinetto Luigi Saturnini di Ermete, secondo arrivato Rutilio Bianchi di Carolina. Il concerto cittadino rallegrò la cittadinanza e noi tributiamo una lode al Comitato della festa.
Il giorno otto poi dello stesso mese è stata fatta la festa di San Michele Arcangelo, rallegrata ugualmente dal nostro concerto cittadino, da spari di petardi, corse, e fuochi artificiali.
Le feste religiose che ricominciano ora dopo molti anni di dolore oltre che a tenere allegra la popolazione, sono portate a tenere occupata sempre la nostra banda, che riscuote sempre più ovazioni ed allori.

CINEMATOGRAFO
A cura della Ditta De Angelis è stato aperto al pubblico nei vasti locali della Società Operaia ed Agricola di Mutuo Soccorso un nuovo cinematografo di cui Luco lamentava la mancanza da un pezzo.