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Marocchino pestato da un gruppo di giovani, scatta la psicosi xenofoba. Paura tra stranieri

Celano. E’ stato accerchiato e picchiato a calci e pugni da un gruppo di celanesi e si è salvato rifugiandosi dentro l’appartamento di un connazionale. Ora in città, e in tutta la Marsica, scatta la psicosi xenofoba e tra gli immigrati c’è la paura anche ad uscire di casa. C’è chi ha addirittura proposto, tra i partiti di estrema destra e dopo il rischio linciaggio avvenuto nella pizza di Celano nei confronti di un Kosovaro, il coprifuoco dopo l’ora di cena per gli stranieri. Ora a 24 ore circa dalla guerriglia di piazza, scatta il secondo episodio su cui stanno indagando i carabinieri della locale stazione.
Il pestaggio. Il malcapitato straniero è un marocchino di 27 anni. Secondo una prima ricostruzione, il giovane, per cause in corso di accertamento, è stato preso di mira da un gruppo di giovani del posto nella zona della stazione. E’ stato raggiunto e picchiato con calci e pugni. Nonostante le ferite e le contusioni è riuscito ad allontanarsi e a raggiungere un amico, sempre marocchino, che abita in quella zona. Si sono rifugiati nell’abitazione del connazionale e dopo alcuni minuti hanno tentato di uscire, senza successo. Alla fine sono stai costretti a rimanere in casa. Una volta accertato che ci fosse il via libera, è stato trasportato al pronto soccorso dove è stato medicato e curato. Ha riportato numerose lesioni in più parti del corpo e la prognosi è di 20 giorni.gazzella dei carabinieri duranti i controlli nella notte
Le indagini. Sull’assedio avvenuto la notte precedente davanti al bar di Piazza IV novembre, la Procura della Repubblica di Avezzano ha aperto un fascicolo. Nella vicenda, oltre ai due stranieri kosovari, Q.H, 27 anni e L.B (33), sarebbero indagate altre quattro persone, tutte di Celano. Determinanti sarebbero state le immagini delle telecamere del bar e alcune testimonianze. I carabinieri hanno sequestrato un grosso coltello impugnato dallo straniero che si era barricato nel bar, un gambo di bicchiere a coppa, utilizzato come punteruolo dal padre del ragazzo pestato dagli stranieri sabato sera, e una mazza da baseball, che era detenuta dall’altro kosovaro.
La psicosi. Come già accaduto in precedenza in altri Comuni della Marsica – basti ricordare le inchieste di Luco dei Marsi, oppure gli episodi razzisti e violenti di San Benedetto – anche a Celano ora si teme che quanto accaduto possa essere emultao, trasformandosi nella caccia allo straniero. Tra gli immigrati c’è molta paura, soprattutto da parte di quelli che sono in regola e che hanno un lavoro dignitoso, una famiglia, dei bambini e che vivono dopo una buona integrazione.