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Mancano i posti letto per curare l’Ictus cerebrale, il Tribunale per i diritti del malato insorge

Avezzano. Il Tribunale per i diritti del malato esprime la propria perplessità nel ritardo per la definizione dell’iter burocratico concernente l’approvazione da parte del Comitato Etico della ASL de L’Aquila dell’accreditamento di un doveroso ampliamento, nell’Ospedale di Avezzano, di un nucleo di intervento dedicato all’ictus cerebrale. Preso atto del documento di indirizzo per la definizione del percorso assistenziale ai pazienti con ictus emanato da diversi anni dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome (rep n. 2195 del 3/2/2005) riteniamo strategico per la programmazione ed organizzazione sanitaria regionale, e non ulteriormente procrastinabile, ampliare il percorso diagnostico-assistenziale, le opzioni terapeutiche e la rete assistenziale dedicata al trattamento dell’ictus in questa parte, spesso isolata e dimenticata, dell’Abruzzo. Con un documento del 14/1/2004 i sanitari del PO di Sulmona coinvolti nella gestione del paziente con ictus avevano richiesto alla allora Direzione Generale della ASL Sulmona-Avezzano l’attivazione di una UTN di I livello con 4 posti letto di terapia sub-intensiva.
La proposta oggi in atto, pilotata dal Dott. Marini, specialista nel settore e proveniente dal polo Universitario di L’Aquila, la cui professionalità non può essere discussa, stà incontrando difficoltà ad ottenere l’autorizzazione ad effettuare la terapia trombolitica, in una strana partita di ping-pong tra la Regione che, secondo il regolamento del Comitato Etico, dovrebbe certificare l’idoneità della struttura (certificazione che può essere rilasciata solo dietro parere positivo del Comitato Etico) ed il Comitato Etico che subordina l’approvazione del progetto alla certificazione.
Non sappiamo cosa stia veramente succedendo, siamo certi però di una cosa : con questo sistema ove tutti hanno sempre ragione …l’unico che ha torto è il cittadino che vede sempre più lontana la possibilità di avere un servizio sanitario importante e salva vita (disponibile negli USA da 15 anni, in Europa da 10 anni, nel nord Italia da 8 anni, e in altre parti d’Abruzzo da 3 anni)…essendo il suo diritto, solo occasionalmente protetto, e solo in funzione di parametri diversi da quelli stabiliti dall’art. 32 della Costituzione.