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Malattia renale cronica: il “killer invisibile” del gatto. L’esame SDMA spiegato dal veterinario Ennio Di Carlo


Avezzano. L’insufficienza renale cronica nel gatto è una sindrome degenerativa molto frequente, soprattutto nei soggetti anziani. Risulta particolarmente insidiosa perché si manifesta, da un punto di vista clinico, solo quando la malattia è in uno stadio avanzato, quindi non consente più una cura ma solo un tentativo di rallentare il progredire dei fenomeni degenerativi e di tamponare i sintomi. Il veterinario Ennio Di Carlo ce ne parla più approfonditamente.

Cos’è l’insufficienza renale?

E’ una sindrome che si instaura quando il rene perde la capacità di filtrazione e riassorbimento. Da questo deriva un accumulo di tossine che, invece di essere escrete nell’urina, rimangono in circolo, oltre che una perdita di sostanze che, al contrario, dovrebbero rimanere in circolo e invece passano nell’urina

Quali sono le cause? 

Sono molteplici e possono essere sia predisposizioni genetiche che cause acquisite. Le forme congenite nel gatto sono legate a razze in cui alcune malformazioni a livello di organo sono più frequenti

Tra queste, ad esempio, troviamo:

Le amiloidosi, più frequenti in: Abissino, Siamese, Orientale.

Il rene policistico, malformazione più frequente in: gatto domestico a pelo lungo, Himalayan, Persiano, Esotici

La displasia renale: nel persiano

Agenesia renale unilaterale: Himalayan, gatto domestico a pelo corto

In queste razze è sempre bene predisporre controlli regolari per scoprire precocemente la malattia e cercare di prevenirne l’evoluzione e di attuare terapie di sostegno, qualora siano necessarie.

In realtà, la reale causa talvolta non viene riconosciuta. Ciò che si instaura, in effetti, è una perdita della funzionalità dovuta a un aumento della quantità di tessuto fibroso che si sostituisce al normale tessuto renale, spesso associato ad un quadro di infiammazione (chiamata nefrite interstiziale cronica), alterazione comune a diverse patologie.

Cosa accade una volta scoperta la malattia? 

Una volta instauratosi il danno renale, a prescindere dalla sua causa, ogni malattia renale progressiva ed irreversibile evolve in una nefropatia cronica generalizzata. Questa può procedere lentamente, con aumento regolare dell’azotemia e senza che le conseguenze si rendano clinicamente apprezzabili per mesi o per anni, grazie ai meccanismi di compensazione messi in atto dal rene, oppure può evolvere per stadi, con repentino scompenso della funzione renale ed improvvisa crisi uremica.

Circa un gatto su cinque sopra i 15 anni di età ne è affetto. In confronto al cane, il gatto soffre tre volte di più di problemi renali. Tanto che per i mici delle nostre case, la cosiddetta malattia renale cronica rappresenta la prima causa di morte, specie dopo i 12 anni di età.

Quali sono i sintomi più frequenti? 

Depressione, debolezza, disidratazione, perdita di peso, sintomi a carico del sistema urinario (poliuria/polidipsia), sintomi gastroenterici (anoressia, vomito, diarrea), alitosi, anemia, pallore delle mucose, ottundimento del sensorio, ulcere della mucosa buccale, alitosi, letargia, perdita della lucentezza del pelo, ipertensione arteriosa sistemica, tremori

Come prevenire l’insufficienza renale cronica nel gatto? 

Fondamentale risulterà l’alimentazione che dovrà essere fatta con una dieta che prevede come fonte proteica, proteine di altissima qualità ed un bilancio elettrolitico molto preciso. Un altro passo fondamentale sarà quello di effettuare visite e controlli regolari, con ecografie ed esami del sangue e delle urine al fine di verificare la presenza di anomalie.

Ogni quanto far visitare il nostro gatto al veterinario?

Le visite veterinarie, dopo gli 8-9 anni spesso vengono abbandonate. Esattamente come per le persone, gli animali di una certa età possono sviluppare malattie più frequentemente rispetto ai giovani. Quindi la prima forma di prevenzione è quella di continuare con il controllo annuale del proprio pet anche quando è in età avanzata. Questo ci consente di accorgersi e di diagnosticare malattie insorgenti precocemente e quindi riuscire ad intervenire per tempo. Un controllo del sangue, attraverso un semplice prelievo per valutare la funzionalità di questo organo è certamente un modo per allungare la vita e migliorarla.

Insufficienza renale nel gatto: la diagnosi precoce

Nella diagnostica tradizionale e per valutare la funzionalità renale nei piccoli animali vengono considerati da sempre i parametri ematici quali: creatinina, azotemia e i seguenti parametri urinari: rapporto PU/CU, peso specifico delle urine.

Anche per il gatto esistono 4 stadi che l’IRIS (International Renal Interest Society) ha classificato in base alla sintomatologia, ma soprattutto in base alle evidenze diagnostiche. Nel nostro ambulatorio viene effettuato un esame con valore predittivo: sdma

La dimetilarginina simmetrica (symmetric dimethylarginine, SDMA) è un amminoacido, un’arginina metilata, biomarker molto specifico e sensibile per l’identificazione precoce della malattia renale. Si è visto che questa molecola viene escreta nella quasi totalità dai reni, che presenta una buona stabilità nella conservazione.

I vantaggi nell’utilizzo dell’SDMA

La SDMA aumenta già a partire da una riduzione del 25% della funzionalità renale, caratteristica che la rende più affidabile, sia nei casi di danno acuto o attivo e anche nella malattia renale cronica. La creatinina è in grado di identificare un problema renale solo con una perdita della funzionalità renale pari a quasi il 75%, quando cioè la situazione è già quasi del tutto compromessa

Questo rende l’SDMA più affidabile della creatinina perché aumenta più precocemente della creatinina in cani e gatti con patologie renali

 

Per info e contatti: Ennio Di Carlo studio veterinario

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