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Lusi “scaricato” dal Pd, il senatore marsicano pronto a restituire i soldi e patteggiare

Avezzano. Dopo l’inchiesta della magistratura che ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati del senatore del Pd, Luigi Lusi, ora il partito scarica il parlamentare, sia a livello nazionale, sia a livello regionale. Dopo la dura presa di posizione di Rutelli, arriva anche quella di Arturo Parisi e Pierluigi Castagnetti, secondo cui c’erano «voci opache» nel bilancio. L’ex leader Dl, Rutelli, passato ad un suo partito e non al Pd, si è affrettato a scaricare il suo ex tesoriere. «Siamo incazzati e addolorati», ha affermato il capo dell’Api. L’ex leader Dl assicura che ora la società di revisione Kpmg verificherà i bilanci del defunto partito, che comunque «ha bilanci sani». Il Pd, in imbarazzo, è ora pronto a sospendere il senatore. Nonostante dal 2007 avesse chiuso i battenti, dopo la nascita del Pd, era intenso il via vai di soldi dentro la Margherita, il cui “tesoretto” era gestito da Lusi che, come ha chiarito in una nota il partito: «aveva interamente nelle sue mani il potere amministrativo». Nell’assemblea di giugno, il bilancio di rendiconto si chiuse con un attivo di oltre 20 milioni. E forse ciò fece passare in secondo piano le voci in uscita. Ma in realtà Castagnetti rincara la dose e afferma: «io e altri facemmo presenti che le voci del bilancio erano troppo riassuntive, chiedemmo spiegazioni e, dopo una discussione, il bilancio preventivo 2011 non fu votato e il chiarimento rinviato a un organismo ad hoc». Arturo Parisi ha aggiunto che «non si è mai riunito questo organismo». Lusi, che si è dimesso dalla carica di tesoriere il 25 gennaio avrebbe ammesso davanti ai magistrati di Roma di aver preso 13 milioni dal partito e ora ha promesso di restituire all’ex partito una parte importante delle somme. Per quanto riguarda posizioni in difesa del senatore, c’è solo quella di Giuseppe fioroni, che si limita a riconoscergli un’esperienza nel ramo di amministratore pubblico tanto da essere considerato un esperto anche per altri tesorieri di partito. A scaricare il senatore sarebbe anche il partito regionale i cui vertici avrebbero sostenuto, senza mezzi termini, di non essersi mai fidati di lui e per questo motivo di non averlo mai candidato in Abruzzo. Paradossalmente, a non infierire contro il senatore Lusi è l’avversario politico senatore del Pdl Filippo Piccone e leader del partito in Abruzzo. «Conosco Lusi come persona serie e precisa», ha dichiarato, «non conosco però l’episodio, ma spero che avrà modo di chiarire la sua posizione».
Lusi ora sarebbe pronto a restituire i soldi sottratti dalle casse della Margherita e patteggiare la pena. E’ indagato dalla Procura di Roma per appropriazione indebita di somme accreditate al partito sotto forma di rimborsi elettorali. Il parlamentare avrebbe ammesso le proprie responsabilità e avviando trattative tra i suoi legali e quelli della Margherita per la restituzione dei 13 milioni di euro.