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L’ultimo saluto ad Alessandro, i suoi organi salveranno altre vite. Il cuore destinato a un paziente di Bologna

Luco dei Marsi. La comunità di Luco si è stretta per l’ultimo saluto ad Alessandro Sabatini, 32 anni, e al dolore di mamma Clelia e della sorella Domenica. Il ragazzo, molto conosciuto in paese, aveva tentato il suicidio alcuni giorni fa, arrecandosi danni cerebrali irreversibili.

Oggi pomeriggio, nella chiesa di San Giovanni Battista, si sono svolti i funerali per dare l’ultimo saluto al giovane. La funzione religiosa è stata celebrata dal parroco del paese, don Giuseppe Ermili, che ha avuto parole di conforto per la famiglia di Alessandro. “Siamo noi ad aver perso”, si legge in uno striscione che i ragazzi e gli amici gli hanno voluto dedicare, “ci rincontreremo”.

La famiglia del ragazzo ha deciso per la donazione degli organi, che servirà a salvare altre vite umane e a migliorare la vita di due pazienti abruzzesi e di altri che risiedono in regioni del centro – nord. Un prelievo multiorgano che è avvenuto nella notte tra sabato e domenica all’ospedale dell’Aquila.  Il prelievo ha riguardato reni (trapiantati all’Aquila), fegato (trasferito a Roma) e cuore (a Bologna). Le operazioni per definire l’idoneità del donatore ed assegnare gli organi sono partite intorno a mezzogiorno, coinvolgendo molti dei reparti e dei Servizi dell’Ospedale San Salvatore ognuno con un compito preciso e cruciale all’interno della specifica filiera. Alle 3 della notte tra sabato e domenica si è messa in azione la poderosa macchina del prelievo di organi che ha coinvolto molti servizi dell’ospedale San Salvatore, ognuno con un compito preciso e cruciale.

Tre équipe chirurgiche, una dell’ospedale aquilano e altre due provenienti dal capoluogo emiliano e dalla capitale, hanno lavorato quasi in contemporanea per procedere al prelievo, trasferirlo nei luoghi di destinazione e compiere i trapianti. Una prova di grande organizzazione ed efficienza di tutto l’ospedale San Salvatore perché si tratta di operazioni che vanno fatte velocemente e con accuratezza. I reni, gli unici organi rimasti all’Aquila, sono stati trapiantati a due pazienti abruzzesi dall’équipe del centro trapianti del presidio aquilano. Con quello effettuato sabato scorso il numero di trapianti di rene, compiuti dall’ospedale dell’Aquila da gennaio a oggi, è 29, di cui 27 da cadavere e 2 da vivente. Un ottimo bilancio reso possibile dalla crescente generosità manifestata durante l’anno corrente dai familiari dei donatori, con sensibile aumento delle autorizzazioni al prelievo. I medici del centro trapianti di rene del capoluogo regionale ringraziano la grande disponibilità dei parenti che in momenti molto dolorosi danno prova di sensibilità e altruismo, dando l’assenso al prelievo, rendendo così possibile salvare o migliorare la vita di altre persone che sono da anni in attesa di trapianto.

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