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L’ospedale salva una vita e i consiglieri plaudono. Ma non dovrebbe essere la normalità?

di Pietro Guida
L’ospedale di Avezzano salva una vita grazie a un ottimo intervento del 118, del pronto soccorso e del reparto di cardiologia. I consiglieri comunali del gruppo “Per Avezzano” Crescenzo Presutti, Gianfranco Gallese e Mario Babbo si complimentano con un comunicato ufficiale del Comune per l’intervento di emergenza nei confronti di un parente del consigliere Gianfranco Gallese. Questa è una bella storia di buona sanità. Ma non dovrebbe essere la normalità?

Questa vicenda, infatti, stupisce un po’. Anzi, parecchio. Se i consiglieri del comune di Avezzano hanno sentito la necessità di esprimere soddisfazione per l’accaduto, per un fatto normale, dicendosi “a completa disposizione per tutto quanto possa essere utile a difendere l’ospedale”, un motivo deve pur esserci. E non perché la vita salvata è quella di un familiare di consigliere. Almeno non credo. Il motivo è più profondo. Di certo non è questo l’unico caso in cui il 118 e i reparti salvano una vita. Ce ne saranno tanti ogni giorno. Sicuramente.
Però voler sottolineare quella che dovrebbe essere la consuetudine, la normalità per ogni Paese e per ogni territorio civili, per ogni struttura sanitaria di rispetto, facendola diventare un caso particolare significa in realtà che c’è sfiducia, preoccupazione, malumore nei confronti della sanità, nei confronti delle istituzioni.

I cittadini, e anche i consiglieri, dovrebbero aspettarsi che in ogni occasione il 118 arrivi presto, e non solo se si è fortunati o se si è parenti di un consigliere. I cittadini, e anche i consiglieri, dovrebbero aspettarsi che il territorio sia sufficientemente coperto da ambulanze e unità di 118 che possono intervenire nei tempi più celeri possibile e senza intoppi.

E’ vero che la sanità abruzzese e marsicana ha attraversato anni difficili, però sarebbe ora che l’efficienza, la sana programmazione economica e la professionalità (che nella Marsica spesso non mancano) inizino a essere percepite dai cittadini come la normalità e non come una fortunata eccezione capitata a questo o a quel politico.

Sulla vicenda sono intervenuti nuovamente i consiglieri tre consiglieri:
L’intento dei consiglieri”, si legge in una nota, “era quello di evidenziare uno dei tanti casi di buona sanità, svolti nel corso dell’attività è degli operatori del 118 e del personale dell’ospedale. Ciò nella consapevolezza che questo rappresenta la normalità. L’impegno del gruppo, in linea con la il sindaco Gianni Di Pangrazio e l’intera amministrazione, è quella della difesa e anche del potenziamento dell’eccellente struttura ospedaliera.
Il fatto che si si sia trattato di un parente del consigliere non ha assolutamente condizionato l’attività degli operatori come magari qualcuno anche nei commenti vorrebbe strumentalmente far credere.