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“L’ospedale di Avezzano è il più pericoloso in Italia”, polemiche dopo le dichiarazioni shock di Marsilio

Avezzano. Le dichiarazioni del candidato premier del centrodestra Maco Marsilio al Teatro dei Marsi, nell’ultima tappa del tour abruzzese di Salvini in vista delle imminenti elezioni, ha suscitato clamore.

Infatti, mentre parlava dei piccoli campanili che hanno indebolito la nostra terra,  Marsilio ha accennato alle  strutture marsicane da salvaguardare citando prima  il palazzo di giustizia. “L’Abruzzo che noi sogniamo non chiude i suoi tribunali”, ha affermato, “ad Avezzano il tribunale lo difendiamo e lo terremo aperto”.

Poi è passato  a parlare dell’ospedale Santi Filippo e Nicola. “L’ospedale”, ha dichiarato Marsilio, “lo rafforziamo e lo ricostruiamo antisismico perché l’ospedale di Avezzano è il più pericoloso in Italia per la sua struttura e noi dobbiamo garantire sicurezza e sanità ai nostri cittadini”. La dichiarazione molto dura ha suscitato, e non poteva essere altrimenti, clamore e allarme da parte della popolazione.

Una relazione tecnica mostra la presenza di un indicatore di rischio inferiore allo 0,2 e quindi di una struttura tecnicamente al limite del collasso, come viene definita dagli esperti. Lo studio in questione è quello commissionato dalla Regione e dalla Asl Avezzano Sulmona e consegnato a gennaio del 2009, stilato dalla Studio Kr e associati Srl e diretto dall’ingegner Giovanni Kisslinger, esponente di rilievo nel settore e presidente della Consulta delle Regioni dell’Oice (Organizzazioni italiane di ingegneria, architettura di Confindustria), e dall’ingegner Francesco Ruvidi. Riguarda la “Verifica della vulnerabilità sismica degli edifici e del presidio ospedaliero di Avezzano, lotto Aq14 ai sensi dell’Ordinanza del presidente del consiglio dei ministri (Opcm) 3502/2006”.

Ma questo problema, in realtà, interessa solo un’ala e cioè il  “Corpo di fabbrica “B” poiché gli indici per l’altro corpo principale, quello “A”, sono più rassicuranti, con valori che vanno da 0,408 a 0,421. Come riportato in un servizio di Pietro Guida sul Centro del 16 novembre 2016, l’indicatore va da 0,138 a 0,245. Secondo i progettisti che hanno eseguito lo studio, lo stato limite del danno lieve è condizionato dalla “ritotta resistenza di una trave di copertura”. Un rinforzo locale di questa trave, sempre secondo i tecnici, sarebbe sufficiente a incrementare l’indice di rischio da 0,138 a 0,501 e quello di 0,245 a 0,625. La cifra di 0,13 significa, secondo gli esperti,  che l’edificio è in grado di assorbire un sisma nell’ambito del 13 per cento che abbia un’accelerazione massima pari al 13 per cento del massimo che uno ci si aspetti in quella zona. Tra i possibili interventi di miglioramento vengono consigliati “l’inserimento di sistemi strutturali integrativi”  e “un’incamiciatura in acciaio”. 

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