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Lino Guanciale e La classe operaia va in paradiso si impongo ai premi Anct

Avezzano. Ieri, al teatro Argentina di Roma, sono stati consegnati i premi della critica 2018 – assegnati da ANCT Associazione Nazionale Critici di Teatro. Tra i vincitori vi è l’attore avezzanese Lino Guanciale, noto, fra le altre cose, per la sua interpretazione ne “La classe operaia va in paradiso”. 

“Un attore diventa bravo e importante per le scelte degli spettacoli in cui ha voluto essere coinvolto, per i registi con cui ha deciso di lavorare. Questa premessa per sottolineare, con la maggiore forza possibile, che un talento attorale si affina avendo accanto eccellenti Maestri e partecipando a spettacoli che aiutano a crescere, senza nulla dare mai per conquistato ed acquisito.

Il percorso di lavoro d’attore perseguito da Lino Guanciale nel corso di quello che possiamo definire “un permanente apprendistato” di artigianato teatrale, coltivato con intelligenza e determinazione e che l’ha portato a raggiungere esiti scenici di sempre più efficace e variegata maturità espressiva – del corpo come della voce – e a misurarsi in modo particolare con testi della contemporaneità e con linguaggi della scena diversificati, ne fa il rappresentante più dinamico e stupefacente della sua generazione.

Da Koltès a Pasolini e Brecht, l’esperienza scenica di Guanciale si è sviluppata all’interno anche di una progettualità lunga e faticosa come “Carissimi padri…” e “Un bel dì saremo”, entrambi con esiti di spettacolo innovativi ed originali non molto comuni dal punto di vista culturale e produttivo sui palcoscenici italiani.

Con “La classe operaia va in paradiso” e la regia di Claudio Longhi, in cui ha la parte di Lu Massa, che fu di Gian Maria Volontè senza per nulla ricordarlo, Lino Guanciale mostra una forza, una sorprendente disinvoltura scenica, una giovanile freschezza da cui traspare una passione limpida ed esemplare, tutta moderna, per il lavoro teatrale, ma che ha anche un sapore d’antico: si innesta, cioè, nella più fertile tradizione del teatro del “grande attore” italiano, inteso nella sua versione “post-drammatica”, proiettata verso il futuro”.

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