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Linea ferroviaria Roma-Pescara, la protesta dei pendolari: “Marsicani messi all’angolo come i nostri politici”

 

 

Avezzano. Treno Roma-Pescara sempre in ritardo limitato da quello per Lunghezza, ennesima penalizzazione per la Marsica e per l’Abruzzo. Ancora proteste da parte dei pendolari per i disservizi sulla linea ferroviaria Roma Pescara.

“Basta, ora il vaso è colmo”, ha esordito Daniele Luciani, storico pendolare marsicano, “come la nostra pazienza, non se ne può più di questa situazione che si è venuta a creare con il treno 4168 in partenza alle 18,47 dalla stazione di Roma Termini e diretto a Pescara”.

“La storia di questo treno è vecchia di anni”, ha spiegato, “a causa del suo orario di partenza, modificato a cadenza decennale. Ultimamente però ha avuto una stabilità che a noi pendolari marsicani è parsa alquanto strana, ma se tutto procede bene, va bene anche a noi. C’è da dire che purtroppo va a ‘cozzare’ con gli ingressi e le partenze delle frecce, noi siamo sempre quelli che paghiamo dazio, e spesso ci fanno partire in ritardo, perché, loro, le frecce hanno la precedenza. Ma quello che sta accadendo negli ultimi mesi, direi dal cambio con l’orario estivo, dobbiamo competere anche con un treno ‘metropolitano’. Questo treno, il 20320, è stato messo in partenza da Roma Tiburtina alle 18,50 con destinazione Lunghezza. Ora quale mente contorta può studiare un orario cosi, come è possibile che due treni che vanno nella stessa direzione abbiamo un orario simile e partenti da due stazioni facenti parte della stessa tratta ferroviaria. È inevitabile che ci sia un problema e che il treno 4168 avrà dei problemi, perché è inevitabile che nel suo percorso si troverà il 20320 davanti e quindi dovrà accodarsi, essendo quest’ultimo un metropolitano, mentre il 4168 è un interregionale veloce, e tutto questo comporta un ritardo sistematico all’arrivo nelle stazioni intermedie della Marsica, Carsoli, Tagliacozzo e Avezzano, di circa 20-30 minuti”.

“La situazione che si sta creando ultimamente, sinceramente sta sfuggendo di mano”, ha proseguito, “anche a chi dovrebbe regolare il traffico tra treni. Infatti ieri 20 settembre, sempre a causa delle frecce, noi siamo partiti con 15 minuti di ritardo, ma la cosa più assurda è stato far partire anche il metropolitano in ritardo, ma sempre prima del nostro treno, 4168. Quindi penalizzati da Trenitalia, e senza che nessuno si domandi o meglio che controlli tutto ciò. E’ chiaro che quelli più bistrattati siamo noi pendolari marsicani, evidentemente non abbiamo un peso politico di alto profilo rispetto al Lazio. I ‘nostri’ politici sanno solo sparare idee maestose, parlando di raddoppio della linea, creazione di gallerie per evitare i passaggi a livello, interporti, collegamenti con altri centri e via discorrendo, ma la realtà dei fatti è che, al dunque, scappano, senza interessarsi dei nostri problemi giornalieri. Basta, è ora che qualcuno ci metta la faccia e si interessi anche dei trasporti ferroviari, più economici e utili per noi specialmente nel periodo invernale, per non parlare del Covid, con la sicurezza tra passeggeri”.

“E’ tempo di votazioni”, ha concluso Luciani, “ma vedo e sento che di trasporto se ne parla molto poco, e spesso fuori luogo. Ma d’altra parte il nostro treno 4168 è come il nostro politico abruzzese, messo all’angolo da un misero metropolitano laziale”.

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