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LFoundry, le rsu tornano all’attacco: l’azienda vuole evitare il confronto sul futuro del sito

Avezzano. “Alla vigilia del cinquantenario della nascita dello Statuto dei Lavoratori, che tra l’altro ufficializza le rappresentanze sindacali, in LFoundry sembra che siano trascorsi pochi minuti dal quello storico momento”. Sono tornati di nuovo a discutere sul futuro del sito i rappresentanti sindacali di stabilimento che chiedono ancora una volta chiarezza su investimenti e gestione del lavoro.

Lfoundry

“Durante la riunione del 19 maggio infatti, ci siamo ritrovati in una situazione paradossale: dalla dirigenza nessuna risposta alle domande e avanti per la propria strada su un percorso improbabile”, hanno spiegato le rsu di stabilimento, “si insiste sul 20per cento di ore in eccesso lavorabili ma poi ci si concentra sul cambio dello schema turno, passando per un revival delle vecchie regole, quelle dell’azienda che ci ha lasciati sul mercato perché non più interessata alla produzione di sensori d’immagine: ti cambio lo schema turno e un pezzo del tuo stipendio lo rendo variabile così devi guadagnartelo 2 volte. Eh sì, perché te lo restituisco se fai il bravo, secondo i miei canoni.

“Ancora sottovalutata la criticità di tutte le attività che garantiscono ​moves in qualità e che fanno funzionare l’azienda, concorrendo alla sua produttività, redditività e sviluppo”, hanno continuato i rappresentanti dei sindacati, “nessun chiarimento sul percorso che dovrebbe portarci a diventare IDM. Dal canto nostro, oltre a rigettare l’impostazione aziendale abbiamo ribadito le richieste già fatte: ritornare allo smart-working al 100per cento almeno fino a fine maggio, flessibilità nella gestione delle ferie per venire incontro alle esigenze delle famiglie, riavvio del turno 2-3 e gestione delle produzioni nella fase2.

In sintesi, questa dirigenza continua ad eludere il confronto sindacale cercando di imporre il proprio percorso come unico possibile. Non è così che si fanno relazioni industriali. In attesa del prossimo incontro è dichiarato lo stato di agitazione”.

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