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LFoundry, la Fim – Cisl si mobilita: questa è una battaglia di tutti, la politica faccia la sua parte

Avezzano. Sono passati diversi mesi da quando il sito marsicano di LFoundry è stato venduto alla start up cinese Wuxi, ma su obiettivi e prospettive future nessuno parla. Per questo ieri la Fim – Cisl si è riunita ad Avezzano e ha lanciato un messaggio chiaro alla politica e a tutto il territorio.

Paolo Sangermano, segretario provinciale Fim – Cisl, che già in passato si era occupato del sito marsicano ha ricordato come “I dati dell’export abruzzese sono preoccupanti e necessitano di una riflessione e di una programmazione che abbia una visione un pó più lunga. Tutti gli attori locali devono sviluppare il proprio impegno per tenere alta l’attenzione su questo territorio e su LFoundry”.

Determinante sarà nelle prossime settimane l’incontro al ministero per lo Sviluppo economico nel quale l’azienda dovrà scoprire le carte e presentare il piano industriale. In quella circostanza i sindacalisti si augurano che i rappresentanti istituzionali regionali possano partecipare attivamente e dire la loro a tutela dell’azienda.

“Manca una consapevolezza da parte della politica e soprattutto un coinvolgimento diretto”, ha evidenziato Augusto Bisegna, Fim – Cisl nazionale, “Questa è un’azienda che tiene tutto il territorio e di conseguenza necessita di un maggior coinvolgimento”.

I rappresentanti sindacali di stabilimento, Alessandro Maurizio e Luca Centi Pizzutilli, hanno espresso il loro rammarico ai presenti, tra i quali c’era anche il consigliere regionale Giorgio Fedele, per lo scarso dialogo con i vertici aziendali e per la latitanza dei rappresentanti istituzionali regionali nell’ultimo vertice al ministero per lo Sviluppo economico.

Per Antonello Tangredi, segretario territoriale Fim – Cisl “è iniziato il conto alla rovescia per l’incontro al Mise e per la presentazione del piano industriale che sarà determinante per il futuro del sito. Ci resta sempre un dubbi: se il mono cliente di LFoundry molla cosa si fa? Non vogliamo trovarci davanti a un dramma e sentirci dire non avete fatto nulla”